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“Dove c’è pace
non c’è
discriminazione”

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Nella foto, la partenza della fiaccolata

CASALMAGGIORE – “Dove c’è pace non c’è discriminazione”: con questo slogan, scritto in inglese su di uno striscione bianco tenuto da persone di varie etnie, si è disteso lungo via Cavour il corteo della fiaccolata per la pace tenutasi a Casalmaggiore sabato sera. Promosso da ‘Casalmaggiore la nostra casa – verso il 2020’, lista civica che sostenne l’ex sindaco Claudio Silla nella scorsa tornata elettorale, la manifestazione ha registrato le adesioni di Acli, Amici del Dialogo, Anpi, Centro Milarepa, Cgil, Cisl, Compagnia Avis Teatro di Casalmaggiore, Amurt, Arcibassa, Tenda di Cristo, Coordinamento Popoli in Dialogo, Parrocchia San Zeno di Rivarolo del Re, Persona Ambiente, Un Ponte per la Pace, Partito Democratico, Associazione Mia, Rive Gauche, Zona Pastorale IX Diocesi di Cremona, Emmaus Piadena. Alle ore 20,30 il ritrovo nei pressi della chiesa di San Francesco: centinaia i partecipanti che, con bandiere della pace e fiaccole, hanno preso posto l’uno accanto all’altro formando un corteo silenzioso che ha sfilato nell’arteria centrale di Casalmaggiore raggiungendo piazza Turati. Qui, un maxischermo ha proiettato immagini significative legate al tema della pace in contrapposizione alla sofferenza di chi vive sulla propria pelle la guerra.

Poi, musiche, letture ed interventi hanno approfondito temi di attualità, grazie anche alla presenza di don Mario Aldighieri della Caritas cremonese e dell’onorevole Marco Pezzoni, che in piazza Turati ha fatto un’analisi storica dei moti di guerra che hanno portato alla situazione contemporanea, “ad un mondo globale ed appiattito”. Dalla Grande Guerra di un secolo fa ai tantissimi focolai capaci oggi di infiammare quella che lo stesso Papa Francesco ha definito essere la terza guerra mondiale, non così lontana dall’Occidente. Pezzoni si è poi concentrato sulla perdita di autorevolezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, sul maggior peso che dovrebbe avere per ‘riorganizzare’ la pace nel mondo alla luce – ad esempio – delle continue violenze nella striscia di Gaza, le persecuzioni legate alla Jihad in Iraq, i venti di Guerra arrivati anche in Europa, ad est, in Ucraina. “Bisogna rilanciare le istituzioni internazionali di pace – così Pezzoni -. La guerra è un prodotto di una mentalità ottusa e chiusa”. Sul palco anche è salito anche l’imam del centro culturale islamico di Cremona Issa Nabil: l’egiziano ha esortato all’unione dei popoli per la ricerca della pace e contro il terrorismo, ottenendo applausi. Presenti alla fiaccolata molti esponenti del mondo politico e sociale casalasco: dall’assessore ai Servizi Sociali Gianfranco Salvatore ai consiglieri di minoranza Francesco Bini (in rappresentanza di ‘Casalmaggiore la nostra casa verso il 2020’) e Carlo Sante Gardani (Listone), dagli organizzatori – Paolo SegallaPaolo Zani in primis – a frati e sacerdoti del territorio casalasco. Numerosi i nomi noti legati all’associazionismo, ma anche i volti di stranieri e immigrati che hanno sfilato con striscioni, bandiere della pace e fiaccole.

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