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Martignana, battaglia
sul bilancio. Gozzi: “Rientriamo”
La minoranza: “Falso”

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Nella foto di repertorio il consiglio comunale di Martignana

MARTIGNANA DI PO – E’ ancora bilancio bollente a Martignana di Po. Nel consiglio comunale di mercoledì scorso, infatti, la battaglia tra maggioranza e minoranza ha riguardato in particolare la presentazione del preventivo 2014, definito anomalo dalla stessa giunta come tempistica (in quanto l’anno è quasi terminato), che ha suscitato forti critiche dal gruppo consiliare che fa capo a Domenico Fazzi e le relative difese da parte del sindaco Alessandro Gozzi.

Il punto è sempre lo stesso, ormai da qualche mese: il comune di Martignana, a bilancio, presenta una passività pregressa considerata importante dalla minoranza, dalla quale è ovviamente necessario rientrare. Particolarmente agguerrita il consigliere di minoranza Anna Pasquariello, che ha evidenziato come il “bilancio pluriennale presentato non sia altro che un copia e incolla in cui peraltro la relazione programmatica sui tre anni è per una parte lasciata in bianco”.

A dire il vero, tuttavia, la critica non riguardava solo l’aspetto formale. La minoranza ha evidenziato il fatto che alcune entrate, che già si conoscono, non sono state inserite in quanto non certe. “Ma nulla in un bilancio di previsione di fatto è certo” ha sottolineato Pasquariello. Non solo. “Le spese correnti più gli ammortamenti sono superiori alle entrate correnti e questo secondo l’articolo 162 del Tuel non è possibile. Equilibri finanziari e amministrativi” ha spiegato Pasquariello “non sono rispettati. Se ci fosse la possibilità di coprire e se avessero idea di come farlo, allora non avrebbero lasciato il relativo elenco in bianco”. In particolare Pasquariello attacca il “buco”, che sarebbe di 353mila euro e sul quale si riuscirà a rientrare, entro fine 2016, solo di 200mila euro circa. “Di fatto tra due anni ci ritroveremo con un comune ancora indebitato di 150mila euro circa. Mi domando come sia possibile investire in questo senso e programmare”.

La risposta del sindaco Gozzi, coadiuvato dal segretario Giampaolo Brozzi (alla sua ultima da segretario in reggenza prima di passare alla costituenda unione di Torre de’ Picenardi, Cà d’Andrea e comuni limitrofi) e dal revisore dei conti Marco Luigi Dell’Orto, ha mirato essenzialmente a spiegare come si proverà a rientrare dal debito. “Anzitutto” ha spiegato Gozzi “abbiamo prospettato tagli alla spesa corrente per 60mila. A questo dobbiamo aggiungere 42mila euro che, da metà settembre, lo Stato ha garantito al nostro comune per un surplus sull’Imu pagato in precedenza. Da questo punto di vista rientreremo nei prossimi quattro mesi già di 100mila euro”. Che ovviamente non bastano… “L’intenzione è di tornare alla carica sulla vendita delle quote della farmacia, che a noi non interessano più, e di vendere un terreno limitrofo alle case popolari. Inoltre, come già l’amministrazione Fazzi ha fatto in passato, vorremmo provare a chiedere se gli stessi inquilini siano interessati all’acquisto definitivo delle abitazioni popolari”.

Pasquariello ha anche spiegato che il rischio paventato dal revisore dei conti è quello di un taglio all’asilo nido e alle mense scolastiche, per le cui spese si riesce a rientrare soltanto del 50%, non oltre. “Nulla di tutto questo” rassicura Gozzi “e questa è una nostra precisa scelta: non vogliamo tagliare sull’istruzione, anche se questo settore – e non solo a Martignana – costituisce in effetti una continua perdita e costa 60-70mila euro l’anno. La stessa situazione si verificare anche in altri comuni e sappiamo che costa sacrifici. Ma non per questo vogliamo privarci di scuole o asili”.

L’ultimo attacco della minoranza, tutto sommato scollegato dal bilancio, è la presenza di un “doppione” per quanto concerne le persone in organigramma in forza al comune. “Una delle dipendenti che si occupa della ragioneria è andata in maternità qualche mese fa” ha sottolineato Pasquariello “e dunque si è aperto lo spazio per un Contratto di Collaborazione Continuativa, o Co.co.co. Ora però questa dipendente è tornata al lavoro e dunque si è creato una duplicazione di posizioni, non consentita”. Proprio per dirimere questo problema è prevista una riunione con i sindacati, che vedrà protagonista anche parte della giunta.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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