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Saviola dal Ministro
Galletti per “non bruciare
il Made in Italy”

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Nella foto, Alessandro Saviola col Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti

ROMA – Proteggere il riciclo del legno, il lavoro e l’ambiente, rivedendo le norme che privilegiano la combustione di questo materiale. È questa la richiesta che la Gruppo Mauro Saviola ha presentato mercoledì mattina a Roma all’attenzione del Governo, delle Istituzioni e all’opinione pubblica presente, facendosi capofila di tutto il comparto del pannello truciolare: un comparto che chiede di poter continuare a produrre senza vedere la sua materia prima bruciata grazie agli incentivi statali. La holding viadanese è stata infatti promotrice e protagonista dell’evento “Non bruciamo il Made in Italy”, che si è svolto nella Capitale, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti e del Presidente della Commissione Ambiente delle Camera, Ermete Realacci. Obiettivo dell’incontro, sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sulla necessità di cambiare marcia rispetto all’utilizzo del legno post consumo, che oggi troppo spesso viene avviato a combustione per la produzione di energia utilizzando le biomasse, rendendo di fatto sempre più difficile per le industrie del pannello, e quindi del mobile, il reperimento di materia prima. Una prassi, supportata anche da incentivi statali, che però rischia seriamente di mettere in difficoltà il settore del legno e dell’arredo che oggi impiega oltre 400mila addetti con un fatturato di 27 miliardi.

Non a caso il 3 ottobre le aziende del settore attueranno un fermo dell’attività lavorativa per due ore allo scopo di sensibilizzare le istituzioni sull’utilizzo del legno post consumo. “Siamo assolutamente favorevoli a tutto ciò che comporta risparmio energetico – ha detto Alessandro Saviola, presidente della Saviola Holding – per cui anche all’energia derivata dalle centrali che utilizzano biomasse. Quello che chiediamo è che prima di bruciare i rifiuti in legno si valuti se sono ancora riutilizzabili nei processi industriali che creano valore aggiunto. Quello che è accaduto negli ultimi anni ha generato una forte distorsione della concorrenza con ricadute negative nel nostro settore. Un settore che deve continuare a mantenere alti i livelli occupazionali e produttivi: è un controsenso che l’Italia importi 600mila tonnellate di legno dalla Francia e dalla Svizzera mentre contemporaneamente incentiva la combustione del suo legno ancora utile per l’industria del mobile che, lo ricordiamo, dà lavoro 10 volte in più rispetto al settore delle rinnovabili”.

Un controsenso rispetto al quale la Gruppo Mauro Saviola si sta battendo da molto tempo: l’incontro odierno a Roma è solo l’ultimo tassello di un percorso di relazioni politico-istituzionali con le commissioni Ambiente di Camera e Senato e gli interlocutori principali del settore. A tal proposito l’azienda di Viadana ha promosso uno studio per certificare i vantaggi economici, sociali ed ambientali del riciclo del legno post consumo rispetto alla sua combustione. Studio che è stato presentato oggi e che ha trovato importanti conferme: prima tra tutte l’impegno dell’Esecutivo a rivedere le direttive dell’attuale legge in tema di incentivi. Dunque le richieste del settore del pannello saranno oggetto di discussione in vista dell’imminente decreto “milleproroghe” previsto per fine ottobre. Un importante passo in avanti per l’azienda viadanese a beneficio di un intero comparto che rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy.

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