Un commento

Il Leonardo da Vinci
del legno vive e lavora
a Motta Baluffi

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Nella foto Romano Meloni con le sue creazioni

MOTTA BALUFFI – Il genio di Leonardo da Vinci rivive a Motta Baluffi, grazie alla manualità di un mastro Geppetto che con la passione ha trasformato il mestiere di una vita in arte. Romano Meloni, classe 1938, falegname da quando aveva 16 anni, ha trascorso trent’anni della propria esistenza a dare forma ad armadi, mobili da parete, finestre. Dal 1990, dall’anno della pensione, l’artigiano di via San Rocco si è dedicato alla realizzazione di biciclette con legno da recupero.

Velocipedi creati dal nulla, oppure riprodotti da bozzetti tratti dalla ciclopedia Otto-Novecentesca. Opere prime o repliche di progetti densi di ingegneria e storia. Opere uniche nel suo genere, come la bicicletta di Leonardo: “Ci sono altri due o forse tre esemplari di questa bicicletta – racconta fiero Romano Meloni – entrambi conservati in musei vinciani. Una l’ho pure vista, ma non si riusciva nemmeno ad usarla”. Nel suo laboratorio, a due passi dal municipio di Motta Baluffi, l’ex falegname oggi artista del legno ha impiegato un paio di mesi per dare forma ad uno schizzo firmato da Leonardo. “Prima le settimane di studio, di disegno. Poi, la creazione della bicicletta con vari tipi di legno, quelli che già avevo a disposizione”.

La collezione di velocipedi ora conservata a casa di Meloni, è degna di un museo. Ma non chiedete all’autore il prezzo dei singoli modelli, perché la passione, in via San Rocco, non si svende: “Quando realizzai la prima bicicletta, andai fino a Cremona a farla vedere. In città un facoltoso signore con una Mercedes mi chiese quanto costasse. Gli dissi che era troppo cara. Lui insistette: ‘Mi dica quanto vuole, le dò i soldi, lei torna in pullman e la bici viene con me’. Gli dissi che non era in vendita, che certe cose si fanno una volta sola e restano qui, a casa mia”. Chissà, magari un giorno entreranno a far parte di uno spazio espositivo della Bassa, come il tamburo di Leonardo realizzato per il Museo Amarcord di Torricella del Pizzo, dove gli strumenti musicali del passato trovano la giusta collocazione e le meritate cure. “Dal 1990, ogni due o tre anni, realizzo un nuovo velocipede – chiosa Meloni -. Quando dissi ai miei amici che avrei voluto fare la bicicletta di Leonardo, mi presero per pazzo. ‘Non ce la farai mai’, mi dissero. E invece…”.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Giovanna

    Ma funzionano? Saranno pesanti!