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San Matteo accoglie
don Angelo Maffioletti:
“Sono vostro fratello”

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Testo dal sito della Diocesi di Cremona; foto di Paolo Gelati

SAN MATTEO DELLE CHIAVICHE – «Il parroco assomiglia ai servi della parabola degli invitati a nozze: egli deve chiamare alla festa di Dio tutti gli uomini. Caro don Angelo non stancarti mai di proclamare la Parola del Signore anche quando proverai delusione e tristezza: dietro ogni volto che accosterai c’è un cuore che anela al Signore». Monsignor Lafranconi si è rivolto direttamente a don Angelo Maffioletti, nuovo parroco di San Matteo delle Chiaviche, Sabbioni e Squarzanella durante l’omelia della Messa di ingresso celebrata nel pomeriggio sabato 11 ottobre.

Il pomeriggio di festa culminato con l’Eucaristia concelebrata da una ventina di sacerdoti (tra di essi il vicario zonale mons. Danini e l’ex parroco don Leonardi), è iniziato nella cappellina della Madonna dei Correggioli, nel mezzo del Parco dell’Oglio Sud, a pochi passi dal suggestivo ponte di barche. Nella santella tanto cara agli abitanti della zona don Angelo ha presieduto un breve momento di preghiera mariana. Quindi, preceduto dai figuranti del gruppo storico di Casalmaggiore “Il Torrione” si è incamminato verso il paese accompagnato dai nuovi parrocchiani, ma anche da tanti amici di San Michele, la parrocchia cittadina dove è stato vicario per tre anni.

Trombe, tamburi e sbandieratori hanno davvero coinvolto tutto il paese in un clima di grande festa ed entusiasmo. L’atmosfera è stata resa ancora più gioiosa dalla presenza di tanti fedeli, provenienti anche da Mozzanica – altra comunità dove il giovane sacerdote, classe 1974, è stato vicario – e dal paese d’origine, Arzago d’Adda. Il nuovo parroco che per tutto il tragitto è stato accompagnato da don Giuliano Valiati e don Paolo Tomasi si è subito diretto in casa parrocchiale dove ad attenderlo c’era già il vescovo Lafranconi e i confratelli sacerdoti. Dalla canonica è quindi partita la processione introitale: rispetto al solito non c’è stato il saluto del sindaco perchè il comune di Viadana è stato commissariato. A rappresentare le istituzioni vi erano il maresciallo dei Carabinieri Massimiliano Burroni e l’ufficiale della polizia municipale Fabio Bruttomesso.

La liturgia ha avuto inizio con i riti tipici dell’insediamento di un parroco: la lettura del decreto di nomina da parte del vicario zonale mons. Floriano Danini (che proprio domenica prossima passerà il testimone di arciprete di Viadana a don Antonio Censori), l’invocazione dello Spirito Santo, la benedizione del nuovo pastore. Quest’ultimo poi ha asperso l’assemblea con l’acqua benedetta e ha incensato la mensa eucaristica, centro vitale di tutta la comunità cristiana.

Luisa Oxoli ha quindi letto un breve saluto: «Accogliamo volentieri don Angelo e promettiamo fattiva collaborazione per realizzare il disegno di Dio». E rivolgendosi direttamente al nuovo pastore ha esclamato: «Lei ci sta guardando dall’altare: i volti dei suoi fedeli non si raccontano, ma sperano in un dialogo con Lei per far conoscere il loro segreto mondo spirituale e forse anche materiale». Quindi un invito ad avere sempre un’attenzione particolare per i giovani che «cercano una risposta alle domande fondamentali della loro esistenza», ma anche per gli anziani soli che, senza tanti progetti, «attendono una parola che potrebbe aprire orizzonti inattesi».

Nell’omelia mons. Lafranconi si è soffermato sulla parabola evangelica degli invitati a nozze: «Mi sembra un Vangelo molto azzeccato – ha esordito – perchè oggi qui a San Matteo c’è aria di festa. Quest’atmosfera è data dall’arrivo del nuovo parroco, ma anche dalla consapevolezza che Dio ci ha voluto così bene da voler essere lo sposo di tutti noi». Per il presule Gesù invita continuamente gli uomini alla sua festa di nozze: «E noi ci andiamo non come persone curiose, ma come degli amici e dei parenti. Ci sentiamo onorati di questo invito a far parte della sua famiglia».

Per mons. Lafranconi il sacerdote è un po’ come quei servi mandati dal protagonista della parabola ad invitare gli uomini al banchetto: «Questi ultimi non ci vanno perchè sono troppo presi dalle loro faccende e dai loro interessi. Mentre accogliamo il nuovo parroco chiediamoci che cosa interessa di più a noi! Ci sta a cuore l’ascolto della Parola di Dio, il dono dell’Eucaristia, il perdono del Signore?». E ancora: «Al prete bisogna soprattutto chiedere che spezzi la Parola e il Pane di vita, che offra la riconciliazione di Dio, che faccia memoria del dono d’amore di Gesù. Le altre cose sono secondarie».

E rivolgendosi a don Angelo ha proseguito: «Caro don Angelo non stancarti mai di proclamare la Parola del Signore anche quando proverai delusione e tristezza: dietro ogni volto che accosterai c’è un cuore che anela al Signore».
Infine mons. Lafranconi ha ricordato che la comunità di San Matteo dovrà collaborare in maniera organica con le vicine parrocchie di Dosolo, Villastrada e Cavallara.

Prima della benedizione episcopale ha preso la parola don Angelo che ha ricordato le parole di Giovanni XXIII pronunciate proprio la sera dell’11 ottobre 1962, dopo l’apertura del Concilio Vaticano II: «Come quel grande papa anche io ripeto a voi: “La mia persona non conta nulla, io sono un fratello diventato padre per grazia di Dio”.
«Credo che siano le parole più belle che un pastore debba dire». E poi ancora: «Aiutatemi ad essere fratello che per grazia ha ricevuto questo incarico, aiutatemi con la preghiera, con l’amicizia, e quando necessario con la vostra correzione schietta e diretta». Don Angelo ha poi fatto riferimento al grande affresco nell’abside: «Cristo è al centro e attorno a lui si raccoglie la comunità. È significativo che ci siano anche dei feriti: tutti devono sentirsi accolti dal Signore». E dopo aver invitato la comunità a camminare insieme ha ringraziato i suoi predecessori: don Dante Leonardi, don Elio Testa e il defunto don Amedeo Delfini. All’uscita dei ministri il gruppo storico di Casalmaggiore si è nuovamente esibito riscuotendo un grande successo. In oratorio un ricco rinfresco ha concluso una giornata storica per San Matteo delle Chiaviche, Sabbioni e Squarzanella.

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