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Nel cuore di Ebola,
il racconto di Padre
Vittorio al telefono

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Nella foto foto padre Vittorio Bongiovanni

BOZZOLO/SIERRA LEONE – Una telefonata satellitare di sei minuti è sufficiente a comprendere gli effetti che Ebola sta provocando in quella parte d’Africa sconvolta dalla terribile malattia infettiva. Giuliano Bongiovanni, stimato ex infermiere dell’Oglio Po e collaboratore parrocchiale di Bozzolo, l’altro giorno è riuscito a parlare al telefono col fratello padre Vittorio, da anni missionario in Sierra Leone.

“Riusciamo a comunicare di notte, dopo le 23, perché di giorno fa molto caldo e la temperatura elevatissima rende difficile anche la trasmissione via internet” racconta Giuliano, che poi descrive la situazione così come gli è stata riferita dal fratello. “Devono ricorrere ad una insistente e accurata igiene personale ed evitare tutti i contatti esterni. Per questo sono state sospese le scuole e i corsi di dottrina. L’unico momento di aggregazione è la Messa, dove però i fedeli non possono stringersi le mani quando il parroco dice “scambiatevi un segno di pace”. Nel territorio non è più consentito tenere gli orti e, venendo a mancare le verdure, le provviste scarseggiano. Assolutamente vietato passare da una regione all’altra e ci sono guardie armate per cercare di  fermare le persone ammalate che scappano dai villaggi in cerca di aiuto e di cure. Senza sapere che in tal modo propagano l’infezione da un territorio all’altro”.

“Per fortuna” prosegue Giuliano “ci sono un paio di ospedali attrezzati, uno cattolico gestito da missionari spagnoli e un centro  di cura islamico. Un aspetto positivo è che entrambe le strutture collaborano tra di loro senza rivalità ideologica o religiosa. Purtroppo il Governo sta finendo la disponibilità economica e si attendono gli aiuti internazionali, perché sinora vengono distribuiti ai residenti solo cinque bicchieri di riso al giorno e due cucchiai di sale”. Giuliano Bongiovanni riferisce che  fortunatamente nessuno dei trenta missionari saveriani che operano assieme al fratello sinora ha accusato problemi sanitari e soprattutto nessuno di loro ha chiesto di tornare a casa. “Vanno segnalate” rivela l’ex infermiere “straordinarie  iniziative da parte di nostri privati cittadini che, sotto totale anonimato, hanno inviato e continuano ad inviare aiuti alla missione di padre Vittorio. Tra questi molta gente di Belforte, Gazzuolo, Commessaggio, Brugnolo, Rivarolo del Re, Spineda, Cividale e Bozzolo. Gesti spontanei e commoventi che danno la misura di quanta generosità esista anche tra la gente dei nostri paesi”.

A questo proposito va segnalata una bella iniziativa, organizzata per il 9 novembre prossimo, giornata del Ringraziamento. In quella occasione saranno messe in vendita a Bozzolo dolci e torte realizzate dalle famiglie locali  allo scopo di raccogliere altri fondi da mandare in Sierra Leone a Padre Vittorio per sostenerlo in questa sempre più difficile e ardua opera missionaria.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATO

 

 

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