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Acquario del Po,
il grido d’allarme
di Vitaliano Daolio

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Nella foto Daolio presso l’Acquario del Po

MOTTA BALUFFI – Inaugurato nel 2004, sorto grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea e del Gal, l’Acquario del Po di Motta Baluffi ha compiuto dieci anni e sulla torta, invece delle candeline, ha trovato un grande punto interrogativo sul proprio futuro. Più unica che rara, la struttura che accoglie specie autoctone e alloctone di esemplari del Grande Fiume, è alle prese con una continua lotta per la sopravvivenza.

“L’acquario, – precisa Vitaliano Daolio, gestore della struttura – ha sempre avuto dei problemi di sostentamento. Sono passati dieci anni e tre sindaci e noi siamo sempre nelle stesse condizioni. Viviamo in una situazione di gogna, perché l’amministrazione comunale fa molta fatica a mantenere questa realtà. Motta Baluffi è un comune di 1100 abitanti circa e anche le poche decine di migliaia di euro per mantenere in vita l’acquario sono soldi difficilmente recuperabili”. Le iniziative per reperire fondi sono numerose e coinvolgono comune e volontari, ma sono insufficienti per rispondere a tutte le necessità di una struttura che il consigliere comunale di Cremona e neoeletto consigliere provinciale Federico Fasani aveva proposto di trasferire in città, alle colonie padane.

“Penso – prosegue Daolio – che sarebbe stato più giusto ne avesse parlato prima con l’amministrazione comunale. Il problema è che tutti questi piccoli musei del Casalasco faticano da sempre a sopravvivere. Si spera in futuro di risolvere la questione con aiuti dagli enti preposti. Io definisco l’acquario di Motta Baluffi un bruco dentro un bozzolo che aspetta da anni di sbocciare in una meravigliosa farfalla. Il territorio ha bisogno dell’acquario del Po”.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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