Commenta

Tanto di cappello,
il Museo del Bijou
scopre copricapi storici

cappelli_ev

Nella foto la locandina dell’evento

CASALMAGGIORE – Si mette, si toglie, si cambia… Il cappello è un simbolo dalle svariate valenze: culturali e comunicative, individuali e sociali, storiche e artistiche; nonché dalla lunga storia, che attraversa la vita dell’uomo in tutte le civiltà. Al cappello femminile è dedicata questa nuova mostra del Museo del Bijou, sulla scia degli approfondimenti sulla storia della moda che da alcuni anni caratterizzano molte proposte espositive della Sala Zaffanella.

La scelta è caduta su un capo d’abbigliamento apparentemente solo accessorio, che però ha avuto e continua a rivestire ruoli importanti e tutt’altro che secondari: pensiamo alla semplice necessità di proteggere la testa dal freddo, dal caldo, dal sole, ma anche alla straordinaria eleganza che sa conferire a un volto, riuscendo spesso a colpire l’attenzione quanto o più di un abito, o alle più svariate metafore che l’indossarlo può generare: il cappello nasconde, cela, disvela, sottolinea idee e pensieri, ammicca e seduce, parla agli altri di noi stessi.

In questa mostra sono raccolti copricapi femminili indossati fra gli anni Venti e Settanta del secolo scorso, come emblematica, simbolica “passerella” degli stili e dei dettami della moda negli stessi decenni che hanno visto la massima produzione e vendita dei bijoux delle fabbriche di Casalmaggiore. E insieme ai cappelli, quindi, sono esposti i monili del tempo, che si indossavano sopra (gli spilloni) o sotto (collane, chatelaine, spille) e che allo stesso modo contribuivano a completare una mise, a ravvivare l’austerità di un abito, a dare luce al volto.

L’esposizione è completata da una galleria fotografica: dalle pareti della Sala Zaffanella ci guardano visi di donne ritratte nei loro cappelli, semplici o sofisticati, in una Casalmaggiore del Novecento che ormai non c’è più ma di cui restano ricordi e tracce. Le immagini sono tratte dall’Archivio Fotografico della Biblioteca Mortara, vero scrigno di storia locale. La mostra è curata da Anna Maria Rossi e dal conservatore Letizia Frigerio, e realizzata in collaborazione con La Camelia Collezioni di Vigevano (PV) e l’Associazione Amici del Museo del Bijou; sarà corredata da brochure esplicativa. Nel periodo della Fiera di San Carlo, dal 1° al 4 novembre, il museo sarà aperto con orario straordinario dalle 15 alle 19. Tra le collaboratrici anche Annamaria Piccinelli, Alessandra Rivetti, Angiola Mari, Maria Luigia Casanova. L’inaugurazione è fissata per domenica alle ore 17.30 e l’ingresso alla mostra è gratuito.

redazione@oglioponews.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

© Riproduzione riservata
Commenti