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Salini a Casalmaggiore:
“Qui imprese da imitare,
non solo da ringraziare”

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Nella foto Salini durante la visita a Casalmaggiore

CASALMAGGIORE – Il saluto a Casalmaggiore, un messaggio e un indirizzo politico che non può prescindere da impresa e famiglia, un primo spaccato della vita da Europarlamentare, con pregi e difetti. Nel giro di appena venti minuti spesi in sala consiliare Massimiliano Salini ha dipinto questi tre punti durante la sua visita nel Casalasco, a tre delle principali aziende del comune casalese e soprattutto al municipio, dove Salini ha salutato il sindaco Filippo Bongiovanni, l’intera giunta, e alcuni esponenti della lista “Casalmaggiore al Centro”, una civica che sostenendo il candidato Bongiovanni si è comunque rifatta e ispirata ai valori che Salini, candidato per il Nuovo Centro Destra alle Europee, ha portato avanti.

Non è mancata una constatazione (più che altro, una frecciata), condivisa da Bongiovanni e Salini, giunto in comune attorno alle 12.30, sul destino della Provincia. “Quando eravamo a capo di questo ente (Bongiovanni è stato per un periodo anche vice di Salini, ndr)” è stato detto “la Provincia aveva un senso. Ora spiace che sia abbandonata a se stessa”. “Il mio modus operandi” ha spiegato Salini “non è cambiato e cerco comunque di portare in Europa le istanze del territorio, visitandolo di persona e studiando da vicino in particolare le imprese e le aziende, dato che faccio parte di questa commissione europarlamentare”.

A testimonianza di un’amicizia di vecchia data, Bongiovanni si è spesso rivolto a Salini con il diminutivo “Max”. Ma al di là dei particolari, Salini ha spiegato che “il lavoro in Europa è iniziato bene, la concretezza e l’idea di Paese e di Territorio maturate in cinque anni in Provincia mi sono tuttora molto utili. Sottoscrivo l’analisi drammatica degli enti locali e di una crisi che si è acuita e ha avuto ripercussioni sulla vita dei cittadini. Tuttavia, il vittimismo non ha mai portato a nulla di buono e a nessuna soluzione”.

Da qui uno dei punti cardine del pensiero di Salini. “Personalmente credo che anziché piangersi addosso, sia giusto fare un’analisi critica e trovare proposte e soluzioni. Come la lista di Bongiovanni che ha sfidato un contesto particolare come Casalmaggiore, vincendo. Bisogna essere positivi, perché il sogno è essere protagonisti di un cambiamento. Quando vado a trovare imprenditori locali che hanno avuto successo e hanno investito, non penso a ringraziarli, ma penso a come imitarli. Cerco di immedesimarmi in loro e questo mi cambia la giornata, perché la politica deve cercare di intraprendere la stessa identica strada. E’ giusto dire cosa non va bene e alzare la voce, ma è giusto non limitarsi a contenere i danni, per osservare una prospettiva più grande”.

Da qui la nuova visione europea. “Purtroppo il gruppo italiano è quello più litigioso, ma comunque nell’Europarlamento si esce molto dagli accenti partitici nazionali e si lavora per delegazioni. In tal senso, nonostante le divisioni, si prova a lavorare maggiormente sul dialogo e su una direzione comune. Soprattutto si cercano temi molto concreti: il mio partito, quello dei Popolari Europei, è largamente in maggioranza e questo aiuta, ma è comunque positivo potersi confrontare, pur non prescindendo mai dai temi di famiglia e impresa”.

Tra le prospettive più interessanti quella relativa al settore ambiente ed energia. “Entro il 2030 la volontà è quella di ridurre del 40% le emissioni di anidride carbonica” ha rivelato Salini “e di aumentare del 27% l’utilizzo di energie rinnovabili. Ho però anche chiesto che entro lo stesso anno il Pil europeo derivi per il 20% almeno dall’industria manifatturiera, per evitare che vi siano bellissimi campi verdi, ma non vi sia più lavoro. E i due vincoli devono viaggiare di pari passo”. Un’annotazione poi sul governo Renzi “che ha preso una giusta direzione, ma alle volte pensa troppo ad annunciare e poco a fare. Alcuni annunci, peraltro, evidenziano aspetti non veri e novità che non sono state introdotte. Penso poi alla stasi per quanto concerne le scuole paritarie: solo Italia e Grecia, in tutta Europa, non fanno nulla per queste scuole, investendo soltanto 300milioni di euro per strutture che portano introiti per 6miliardi e 300milioni di euro. Ciò significa che se le scuole paritarie chiudessero, l’Italia avrebbe un buco di 6miliardi da colmare. Apprezzo la grinta di Renzi ma servono più fatti: sempre a proposito di scuole, ha ignorato quasi del tutto la formazione professionale”.

Infine un’annotazione sulla Padania, azienda visitata in mattinata. “Finalmente ho visto le macchine in movimento” ha spiegato Salini “mentre durante la mia prima visita non ero riuscito. Credo incarni la sintesi ideale tra l’esigenza di trasformazione che si sposa con quella della produzione, ossia dei tanti allevatori che concorrono a fornire la materia prima. E questo è un punto d’unione che ho trovato ovunque in provincia di Cremona, una vera eccellenza in tal senso”. La visita di Salini è poi proseguita nel pomeriggio alla Bragapan e alla Storti carrelli ferroviari.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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