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Un libro per raccontare
la nuova vita
del teatro comunale

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Nella foto un momento della presentazione e il pubblico in sala

CASALMAGGIORE – Il via ad una nuova stagione, quest’anno, non poteva proprio passare in secondo piano: perché quella che è cominciata nel tardo pomeriggio di domenica a Casalmaggiore è stata per il Comunale la stagione numero 25. Un quarto di secolo speso da quando, nel 1989, il Teatro gioiello casalese rinacque a nuova vita grazie ad un certosino lavoro di restauro. Anche per questo Giuseppe Romanetti, storico direttore artistico della struttura e principale artefice della scelta degli spettacoli in cartellone, ha lanciato un’idea nemmeno così folle, anzi da perseguire: “Vorremmo realizzare qualcosa che possa rimanere agli annali, magari un libro, che per motivi di tempo sarà presentato nel 2015 ma che raccoglierà i 25 anni della nuova vita del nostro Teatro, che è, nel bene o nel male e al di là dei giudizi che sono opinabili, un’esperienza di crescita, che consiglio a tutti di vivere. Dopo 25 anni mettiamo un punto fermo e facciamo una bella analisi”.

Un’idea salutata con favore dal pubblico, accorso numeroso anche per assistere allo spettacolo “Potevo essere io” di Renata Ciaravino, retto magistralmente in scena da Arianna Scomegna. Uno spettacolo minimalista nelle scenografie, che però ha convinto i presenti in sala, confermando di non avere conquistato per caso il premio “NeXtwork 2013” e raccontando la crescita di due bambini che si ritrovano nel mondo adulto dopo anni di lontananza, provando a rinsaldare i legami di una volta.

Al sindaco Filippo Bongiovanni e all’assessore alla Cultura Pamela Carena, che per la prima volta hanno potuto presentare la stagione al di qua della barricata, il compito “politico” di presentare la rassegna, sottolineando l’attenzione ai costi e l’unico paletto, quello dell’economia appunto, posto a Romanetti. Impossibile infatti scordarsi le polemiche del passato proprio sulle spese definitive eccessive da parte del Comunale, che andavano poi ad intaccare anche il bilancio dell’amministrazione, secondo le parti più critiche. “Le difficoltà ci sono, inutile negarlo” hanno ripetuto Bongiovanni e Carena “ma sono stati fatti sforzi, sono state pensate novità come gli “spettacoli zero” e ancora la possibilità degli sponsor di scegliere uno spettacolo specifico da sostenere. Inoltre abbiamo abbassato il costo dell’abbonamento per cercare di attirare un maggiore numero di spettatori. E anche il cartellone è più vario”.

Su questo ha convenuto anche uno degli invitati speciali, ossia il vicepresidente dei critici teatrali italiani Enrico Marcotti, che ha etichettato come “pop” la stagione 2014-2015 del Comunale, evidenziando anche la capacità di Romanetti di vedere sempre avanti. “Di qui sono passati artisti (sono stati citati i Momix e Moni Ovadia, ndr), che nel corso degli anni sono poi diventati famosissimi a livello internazionale. Ma quando giunsero a Casalmaggiore” ha evidenziato Marcotti “erano solo emergenti e poco conosciuti. Qui si ha il coraggio di andare oltre e osservare avanti”.

Da sottolineare, peraltro, il tentativo di coinvolgere anche i giovanissimi e una serie di associazioni, enti culturali o vere e proprie scuole che in questa stagione e magari anche in futuro contribuiranno maggiormente a completare la stagione: si pensi alla compagnia Aterballetto, al Conservatorio Boito di Parma, ai laboratori e workshop e all’immancabile stagione del Teatro Ragazzi. Un plauso è arrivato anche da Cristina Cappellini, assessore alla Cultura di Regione Lombardia, che aveva visitato “a luci spente” il Teatro Comunale durante il suo tour casalese del 17 luglio scorso e stavolta ha potuto vederlo “attivo e vivo”. “La nostra giunta è attenta alla cultura e non pensa soltanto alle istanze di Milano” ha spiegato Cappellini “. Infatti abbiamo finanziato ben 14 circuiti teatrali della Lombardia, perché il teatro da un lato è cultura e spettacolo, ma dall’altro non ha perso, come altri luoghi di aggregazione, la sua funzione storica, ossia sociale”. Poi il grido d’allarme. “La cultura è già in sofferenza e potrebbe andare in crisi ancora di più se passasse il taglio di un miliardo di euro alla nostra Regione come previsto dal patto di stabilità. Anche per questo incontrerò martedì Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali, per capire quali prospettive ci troveremo davanti”. Unica nota stonata di una serata apprezzata e applaudita per una nuova avventura, la 25esima del gioiello casalese.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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