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Po, passa la piena
non la prudenza
Fontanazzi a Campitello

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Nella foto la situazione a San Matteo delle Chiaviche e volontari prima del servizio

La piena del fiume Po è passata, o meglio sta transitando, molto lentamente, da tutto il comprensorio Oglio Po. Di fatto la paura e la preoccupazione hanno lasciato spazio all’allerta e alla prudenza, che non cesseranno prima della prossima notte, quella tra mercoledì e giovedì, quando finalmente il sospiro di sollievo dovrebbe essere completo e profondo. Registriamo nel mentre le situazioni più significative su tutto il territorio comprensoriale tra Cremona e Mantova.

CASALMAGGIORE E CASALASCO – A Casalmaggiore continuano i doppi turni di ronda, 24 ore su 24 dunque anche di notte, da parte delle varie Protezioni Civili impegnate e degli uomini delle Guardie Ecologiche Volontarie, con l’ausilio anche di agenti della Polizia locale. “Fino alle 13 di mercoledì” spiega il sindaco Filippo Bongiovanni “proseguiremo con i doppi turni, poi potremmo anche passare al turno singolo, ma prima dovremo confrontarci con Aipo, che ovviamente darà indicazioni specifiche in merito. Fino alla notte prossima comunque, e se servirà anche oltre, il monitoraggio sarà costante: sempre con la Protezione Civile ci incontriamo per i vari briefing più volte al giorno. La prudenza non è mai troppa”.

Dovrebbero essere esclusi danni ai caseggiati e alle cascine in golena, anche quelle evacuate per prime ad Agoiolo, perché il Po ha tracimato dall’argine golenale ma non avrebbe invaso i terreni in modo violento. Una situazione simile a quella verificata da centinaia di testimoni oculari, nella mattinata di martedì, presso l’argine di Santa Maria a Vicobellignano. Limitati i danni alle associazioni canottieri: agli Amici del Po, in particolare, tutti i frigo e il cibo, oltre al materiale deteriorabile e all’attrezzatura specifica, sono stati rinchiusi in camere stagne, sulla cui tenuta vigilano, con costanti passaggi in canoa, gli uomini dell’associazione. “Dovremmo avere qualche danno alla siepe, a qualche sdraio e probabilmente a qualche piccola struttura interna” spiega Graziano Lanzetti “ma rispetto alle previsioni sta andando bene. Prima di fare di conto però dobbiamo aspettare che il Po cali di almeno un metro e mezzo o due metri: e visto che la piena passa molto lentamente, è presto per dire quando sarà”. A proposito di misure: il Po alle 18.30 di martedì misurava ancora 6.85, dunque non era calato rispetto alla mattina. Nella notte ha iniziato, in modo lento ma costante, a defluire: ora misura 6.52 (rilevamento delle ore 9 di mercoledì da parte di Aipo).

VIADANA – Anche a Viadana, altro centro importante del comprensorio, si segnala la stessa situazione: il Po si attesta a 6.60, situazione confermata dalle 4 della notte scorsa fino alla mattinata di mercoledì. Il ponte sul Po per Boretto (dove il Grande Fiume misura 7.97 e dunque è sceso sotto la fatidica soglia degli 8 metri) rimane per il momento chiuso, ma il COC, Centro Operativo Comunale, che presidia la situazione e rimane ovviamente aperto 24 ore su 24, attende indicazioni da parte delle Prefetture di Mantova e Reggio Emilia. Anche a Viadana e Boretto, comunque, le acque si stanno piano piano ritirando: a tal proposito va detto che anche in fase di calo l’acqua potrebbe fare danni, e proprio per questo il fatto che la piena passi lentamente e non in modo repentino potrebbe essere una buona notizia.

BOZZOLO – A Bozzolo, nei pressi del ponte ferroviario per Mantova, si segnalano criticità: “A poca distanza già nella piena del 2000 si erano manifestati fenomeni di fessurazione dell’argine. La situazione si é ripresentata anche con l’attuale piena, in direzione dei terreni della cascina Valle, condotta dalla famiglia Anghinoni” scrivono dal comune “. Già in passato l’amministrazione comunale aveva segnalato, dapprima al Magistrato per il Po, all’Autorità di Bacino e poi all’Aipo, il pericolo. Sentito l’Ufficio Tecnico, si ribadisce la richiesta all’Agenzia in indirizzo, per un intervento indispensabile ai fini della sicurezza idraulica. Permane il divieto di transito sugli argini, il timore per i ponti in ferro di Acquanegra e del Delmona e lo stato di allerta delle cascine dell’area posta oltre la strada di Tezzoglio e la statale Padana Inferiore”.

MARCARIA – A Campitello, in frazione di Marcaria, nella notte tra martedì e mercoledì (o meglio, già dalla tarda serata di martedì) si sono aperti tre fontanazzi. Uno in particolare, apertosi lungo l’argine sinistro del fiume Oglio, inizia a preoccupare tanto che gli uomini della Protezione Civile di notte hanno dovuto arginarlo con ben 7-800 sacchi di sabbia. Un lavoro che ha scongiurato il peggio e un monitoraggio costante, a tutte le ore, che servirà a tenere sotto controllo anche gli altri due fontanazzi, di minore dimensione ma da osservare con prudenza. L’Oglio è in lieve calo e misura 5.52: il problema reale è che a Torre d’Oglio, come sempre avviene quando uno dei due fiumi è troppo più alto dell’altro, si registra il fenomeno del rigurgito. Nella notte cioè il Po non è riuscito ad assorbire le acque dell’Oglio. Una condizione che si sta però piano piano risolvendo e andrà a migliorare nelle prossime ore, quando il Po calerà ancora e consentirà all’affluente di entrare.

DOSOLO – Anche Dosolo ha vietato il transito su tutti i tratti arginali per evitare che qualche curioso mettesse a repentaglio la propria vita avvicinandosi troppo all’acqua che lambiva la strada. Anche i Carabinieri si sono messi a dare multe a chi non rispettava il divieto d’accesso. Una certa discussione, nata sopratutto per una reciproca incomprensione, è sorta tra la Protezione civile e i gestori della Taverna sul Po in  margine alla golena di Dosolo. Nel cuore della notte tra lunedì e martedì e poi al mattino di martedì i titolari sono stati svegliati per cercare di porre in sicurezza un bombolone dl gas che poteva essere trascinato via dalla corrente, chiedendo anche di staccare la luce e andarsene dal posto. Ma la coppia di giovani ristoratori ha risposto che non era la prima volta che subivano la piena sapendo come comportarsi. Il bombolone era ben ancorato al terreno e di andarsene non se la se sentivano, dovendo tenere sott’occhio tutta la costosa attrezzatura della cucina estratti dal locale, assieme ad una moto da cross e un doppio frigo pieno di pesce.

Giovanni Gardani-Rosario Pisani

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