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Argine di Santa Maria,
scattano i controlli
del Consorzio Navarolo

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Nella foto, l’argine di Santa Maria durante l’ultima piena del Po

CASALMAGGIORE – Il Consorzio di Bonifica Navarolo sta effettuando dei controlli sugli argini golenali per verificarne la stabilità. In particolare l’attenzione è rivolta all’argine cosiddetto di Santa Maria che dalla cascina omonima di Casalmaggiore si estende sino a Torricella del Pizzo e Scandolara Ravara. Niente a che vedere con gli argini maestri che restano di competenza dell’Aipo ma un controllo su quelli interni che sono messi a protezione di cascinali e areee coltivate. Per adesso nulla è stato deciso ma è probabile che si arrivi ad attuare qualche azione di rafforzamento provvedendo ad innalzare i punti critici che durante la piena degli ultimi giorni hanno creato qualche problema.

A confermarlo è Guglielmo Belletti presidente mantovano (di San Martino dall’Argine) del Consorzio di Bonifica Navarolo. Nella sede di Casalmaggiore tra l’altro il dirigente ha indetto un’assemblea per mercoledì pomeriggio con tutti i 27 sindaci che fanno parte del territorio per illustrare per bene le funzioni, le competenze e il ruolo del Consorzio: “Perchè molti dei sindaci, specialmente quelli nuovi non ci conoscono ancora ed è giusto spiegare tutti gli aspetti e i compiti. Come quello dei fossi dei privati che vanno puliti dagli stessi proprietari e non dal Consorzio”. Belletti poi è tornato sull’argomento dell’impressionante moria di pesci che si è fermata tra le griglie dell’impianto a San Matteo delle Chiaviche la settimana scorsa. “Noi abbiamo fatto quello che ci competeva avvisando le autorità preposte. L’analisi dell’acqua e scoprire i responsabili poi tocca all’Arpa non certo al Consorzio di Bonifica Navarolo”: conclude il presidente Belletti.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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