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Bombe d’acqua e
piena dell’Oglio:
le azioni a Bozzolo

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Nella foto, Giuseppe Torchio e il municipio di Bozzolo

BOZZOLO – Bombe d’acqua estive, piena autunnale del fiume Oglio: quali interventi sono stati messi in atto dall’amministrazione comunale di Bozzolo? Lo abbiamo chiesto al sindaco Giuseppe Torchio. “Il Comune ha seguito la situazione con particolare cura già al verificarsi delle “bombe d’acqua” estive con segnalazione del 18 luglio riferita ai danni alle colture ed, in particolare, alla storica cinta muraria gonzaghesca, interessata da sensibile ed evidente degrado. La Soprintendenza di Brescia, per conto del Ministero dei Beni Culturali, prontamente interessato anche per il tramite della Prefettura di Mantova, provvedeva ad urgente sopralluogo mentre il sindaco rappresentava direttamente al Ministro Franceschini la gravità della situazione e l’intensità del danno subito. Seguiva la comunicazione della sede territoriale di Mantova della Regione che il 28 luglio invitava a completare la stima dei danni rilevati sul territorio ed a concordare il sopralluogo ispettivo, come previsto dalla competente ‎Direzione Generale Sicurezza e Protezione Civile. Successivamente il Soprintendente Dott. Alberti inviava al Ministero una circostanziata relazione ispettiva con richiesta di finanziamento urgente delle opere di riqualificazione delle mura. La Regione provvedeva alla delimitazione delle aree agricole colpite, come da denuncia anche da parte delle aziende interessate”.

“Le piene dell’Oglio – prosegue Torchio – hanno una storia che non é legata solo alle vicende delle scorse settimane. Precedentemente all’alluvione del novembre 2000 l’Ufficio Tecnico di Bozzolo ha verificato le richieste del Genio Civile e del Magistrato per il Po di un adeguato monitoraggio dei livelli di guardia con effetto sulla stabilità degli argini. Nel corso della piena dell’autunno 2000 l’Ufficio Tecnico, nel corso delle verifiche, ha accertato la presenza di una fessurazione orizzontale al piede dell’argine a breve distanza dal ponte ferroviario, in territorio comunale, segnalando l’evento al competente Genio Civile ed al Magistrato per il Po. Il livello di attenzione é sempre stato attivato nelle successive piene, anche se di minore entità e portata. Del resto anche AIPO, erede con l’Autorità di ‎Bacino del Magistrato del Po, ha provveduto a tenere monitorata la questione, pur nella cronica carenza di risorse che caratterizza le questioni legate alla sicurezza idraulica. Con provvedimento del Governo Prodi, Ministro Bersani, fu finanziato il progetto “Valle del Po” con 180 milioni dei Fondi Fas su progettazione presentata dalle 13 province rivierasche del fiume. Il successivo Governo, ad opera del Ministro Tremonti, allocava queste risorse alla Presidenza del Consiglio che, a fronte di altre necessità in altri territori, stornava le risorse dalla sicurezza del Po (e affluenti) e li indirizzata altrove. Nel corso della recente piena l’Ufficio Tecnico, a mente dei precedenti, rendeva operativo il livello di attenzione previsto dalla Protezione Civile presso il COC (Centro Operativo Comunale) di Marcaria che attivava il gruppo operativo di Protezione Civile coordinato da Luciano Bondioli. La segnalazione ha raggiunto l’Unità di Crisi della Prefettura e con doppia frequenza quotidiana gli operatori dell’ufficio tecnico, gli amministratori comunali e gli addetti alla protezione civile hanno monitorato la piena transennando gli argini dell’Oglio, avvertendo i residenti del pericolo, interrompendo il servizio di trasporto scolastico alla Cascina Canili posta in zona di possibile esondazione  ed applicando il previsto protocollo di sicurezza”.

“Lo stato di guardia – precisa Torchio -, secondo il codice della Prefettura, é stato aggravato passando sa “allerta” ad “alluvione” al superamento dei 5 metri all’idrometro di Marcaria. Il sopralluogo congiunto di Ufficio Tecnico e Protezione Civile del 20 novembre ha evidenziato “lo scorrere dell’acqua dal piede dell’argine fino al fosso di scolo a servizio del fondo “Valle” mentre i terreni piantumati lateralmente alla rampa di accesso mostravano pozze di acqua sorgiva che invadeva la strada ghiaiata”. Abbiamo ricevuto segnali di allerta e di apprezzamento delle nostre richieste di inserimento nelle aree colpite dagli eventi al fine di assicurare gli interventi di sicurezza all’argine dell’Oglio. Non va dimenticato che l’area interessata é riferita a gran parte del territorio agricolo di Bozzolo e di San Martino dall’Argine. Al riguardo la situazione é seguita da imprenditori agricoli ed industriali interessati alle possibili ripercussioni di eventi calamitosi e che non hanno mancato di segnalare l’evento alle competenti autorità ed Istituzioni. Peraltro proprio nelle scorse settimane si è tenuto a Marcaria un importante incontro di aggiornamento tecnico del Piano di Protezione Civile Intercomunale con tutti gli adeguamenti del caso”.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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