Un commento

Nuovo tempio Induista
a Castelponzone: è subito
battaglia politica

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Nella foto l’edificio dove potrebbe avere sede il tempio e il consiglio comunale di Scandolara

CASTELPONZONE (SCANDOLARA RAVARA) – Un nuovo luogo di culto induista a Castelponzone, prezioso borgo di Scandolara Ravara: il primo in assoluto nel Casalasco, il secondo in provincia di Cremona, dopo quello presente a Castelverde. La struttura di questo genere e legata a questa religione più vicina al nostro comprensorio si trova a Pegognaga, in provincia di Mantova, ma le operazioni preliminari a Scandolara hanno già sollevato perplessità e polemica anche politica. Anche perché la richiesta è stata protocollata e valutata dal consigliere di minoranza Francesco Borghesi.

Ma andiamo con ordine: a dare notizia della novità potenzialmente molto importante è stato il sindaco Velleda Rivaroli, che poco prima del consiglio comunale (molto tecnico) convocato nella biblioteca di via Marconi mercoledì alle 19.30, ha comunicato che il 21 novembre è pervenuta al Comune di Scandolara Ravara la richiesta di un parere di massima sulla conformità urbanistica per la “Realizzazione di luogo di culto induista” in un immobile sito in Castelponzone in Via Palazzina”. Il documento presentato agli uffici comunali mette in chiaro alcune condizioni. Per esempio, come si legge, “a lavori ultimati l’utilizzo del luogo di culto avverrà nel pomeriggio del sabato, nella mattinata della domenica e nelle festività religiose”, e ancora “le celebrazioni ordinarie e straordinarie saranno esclusivamente di preghiera l’unica attività che verrà svolta al termine è la preparazione di cibi portati appositamente e cucinati dai fedeli che consumeranno il pasto preparato in un adeguato locale all’interno del fabbricato”. Le celebrazioni ordinarie si svolgeranno “la domenica mattina dalle ore 10 alle 12”. “I fedeli al termine della cerimonia si fermeranno a mangiare e lasceranno la zona attorno alle 14.00”. Le celebrazioni straordinarie saranno sia infrasettimanali e si terranno “nelle ore serali e notturne ed avranno inizio alle 20.30 e dureranno fino alle 00.30”. “Le celebrazioni di fine settimana si terranno il sabato sera a partire dalle ore 20.30 e proseguiranno tutta la notte fino alle 6.00 del mattino seguente ed anche durante queste funzioni ci sarà la preparazione ed il consumo di cibi da parte dei presenti”. Un gran numero di dettagli, dunque, che precisano pure che il numero dei fedeli stimati varia dal un minimo di 10 unità ad un massimo di 60.

“Le valutazioni che stiamo facendo” spiega Rivaroli “sono legate non tanto al fondamento dell’esercizio di un diritto, sul quale non ci sono dubbi, quanto alle modalità con le quali tale diritto si possa concretizzare nel tessuto urbano di Castelponzone. L’utilizzo di un immobile per attività di culto, oltre ad avere un forte riscontro sociale e una incidenza nel contesto collettivo nel quale opera, prevede anche una valutazione legata all’uso razionale del territorio. Va infatti ricordato che il mutamento di destinazione d’uso altera la funzione originaria dell’immobile, che per altro è posto a ridosso di un Borgo storico”.

“La creazione di un edificio di culto” continua il sindaco “in una zona non prevista per questo tipo di espansione, produce immediatamente nel breve e lungo termine una serie di problematiche aperte che richiedono un una riflessione profonda. Dovremo accertare tutta una serie di condizioni, alcune di facile rilevamento, altre più delicate, come ad esempio la valutazione sul il flusso potenziale di fedeli che utilizzeranno l’immobile, per valutare le implicazioni legate ad una tutela dell’ordine pubblico. Oppure la valutazione della compatibilità acustica essendoci celebrazioni anche in orari notturni”.

“L’attuale minoranza” attacca Rivaroli, che accusa il capogruppo Borghesi di avere valutato troppo superficialmente la richiesta, senza le implicazioni che essa contiene “in campagna elettorale ha professato tante belle intenzioni sul Borgo di Castelponzone e sulla sue potenzialità turistiche affermando che avrebbe adottato la “politica di rilancio del borgo, con attività risonanti atte a favorire momenti di aggregazione attraverso le strutture esistenti” e non ha ora minimamente pensato che questa richiesta è assolutamente fuori luogo per quanto abbiamo fatto fino ad oggi nella riqualificazione del Borgo. O forse è stata stimata come una buona occasione per il Borgo dal consigliere Borghesi? Ci piacerebbe a questo punto sapere quali sono le sue motivazioni a supporto di una istanza così avventata che modifica totalmente l’urbanistica di Castelponzone negli anni futuri. E’ questa la sua idea di rilancio del Borgo? Sono queste le “attività risonanti” a cui pensava in campagna elettorale? Di certo noi invece pensiamo che una scelta di questo genere intanto è da valutare rispetto alle varie etnie presenti a livello territoriale. Inoltre sarà nostra cura verificare cosa ne pensano i nostri cittadini, che sono sovrani nel scegliere per il loro futuro”.

Da segnalare infatti che la comunità di Castelponzone, di Scandolara Ravara e in generale di quella zona del Casalasco ha al proprio interno una componente importante e ben integrata (anche lavorativamente) di indiani di etnia Sikh, che non sono propriamente in buoni rapporti, storicamente, con la componente Induista. Da qui i timori della maggioranza e le polemiche, che potrebbero protrarsi anche nei prossimi giorni.

redazione@oglioponews.it

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Commenti
  • Michele Maglia

    No comment, non stiamo nemmeno a chiederci se il diritto ce l hanno o meno. Se e’ queto il modo di far integrare culture differenti, la risposta e’ da cercare nelle altre realizzazioni già esistenti