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Mafia tra le macerie
del terremoto, a due passi
dal comprensorio

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Nella foto le prime due pagine dell’inchiesta de “L’Espresso”

VIADANA/BRESCELLO – “Peppone e Don Camillo potevano litigare su tutto, ma c’era un momento sacro per entrambi: il voto”. Inizia così l’inchiesta de “L’Espresso” in edicola questa settimana intitolato “Com’è profondo il mal d’Emilia”. Un percorso, a firma Giovanni Tizian, che parte da Brescello, terra del sacerdote e del politico resi celebri da Guareschi, appunto, ma impiega pochissimo per arrivare anche nelle terre del comprensorio Oglio Po. Perché quando si parla di mafia e soprattutto delle ‘ndrine calabresi il collegamento con Viadana, visti i precedenti, rischia di affiorare quasi scontato. Le accuse dei mesi scorsi da parte di Claudio Mereghetti, autore del volume “La ‘Ndrangheta all’assalto delle terre dei Gonzaga”, i sospetti sull’ex assessore Carmine Tipaldi, la cui società edilizia è stata da poco rimossa dalla white list delle ditte appaltatrici. E ancora, sempre per restare a Brescello, i rapporti considerati sospetti del sindaco Marcello Coffrini, che, una volta attaccato, ha rivendicato il suo diritto a poter essere amico con Francesco Grande Aracri, boss calabrese definito al primo cittadino “un personaggio tranquillo, composto, educato, che ha sempre vissuto a basso livello”. Difeso, il sindaco, anche dal parroco del paese, don Evandro Gherardi, che ha chiarito, come emerge dal settimanale, che “Brescello non è mafiosa”.

Passi, scorci, episodi e personaggi che la puntuale inchiesta de “L’Espresso” svela e riassume, segnando un’altra pagina non certo felice per il nostro comprensorio. E tutto questo a prescindere da passaggi giudiziari che indubbiamente arriveranno e in parte sono già in corso. In un focus, peraltro, non manca il riferimento al clan degli Arena di Isola Capo Rizzuto, il comune del crotonese dal quale è partito tutto, a cominciare dalla famosa intercettazione “Viadana è in mano nostra” attribuita alla voce di Nicola Lentini, uno degli astri nascenti di uno dei clan padroni della zona. Percorsi che tirano in ballo anche le aziende sospette e sospettate degli investigatori, in particolare nel periodo della ricostruzione post-terremoto del maggio-giugno 2012, perché di quel periodo e di imprese edilizie, in fondo, si tratta. E ancora, riferimenti alla politica, sulla sponda Pd e Pdl e pure a un giornalista, Marco Gibertini, oggi agli arresti domiciliari per la maxi inchiesta su evasioni e riciclaggio, che ospitò in un talk show Giuseppe Pagliani e Gianluigi Sarcone, politici presenti a una cena del 2012 durante un incontro con un cartello di imprenditori legato al clan Grande Aracri.

E un pentito, tra le pagine de “L’Espresso” a firma Tizian, giornalista sotto scorta (facile comprendere il perché), va oltre: Angelo Cortese arriva infatti a sostenere che “Brescello rappresenta Cutro, qui vive tutta la famiglia Grande Aracri, un punto di riferimento”. Brescello, a pochi passi da Viadana, a pochi chilometri dal Casalasco.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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