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I grandi del giornalismo
a Gussola per la nascita
della Rinaldi onlus

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Nella foto, alcuni relatori e il pubblico presente

GUSSOLA – Il giorno della sua scomparsa, il 4 luglio del 2007, Massimo Mucchetti scriveva sul Corriere: “Addio al giornalista combattente”. C’era anche lui, oggi senatore della Repubblica, a ricordare il giornalista combattente Claudio Rinaldi, una delle più importanti firme del giornalismo italiano unico a diventare direttore dei tre maggiori settimanali d’informazione del dopoguerra: L’Espresso, Panorama e L’Europeo. A Gussola, nel pomeriggio di sabato, è stata presentata ufficialmente la fondazione onlus che porta il suo nome. Tanti altri amici e colleghi non hanno potuto mancare, e stare accanto alla moglie Loredana Schiaffini e alla figlia Giulia, quest’ultima presidente dell’associazione che si prefigge di aiutare i giovani su due filoni di insegnamento e formazione: quello verso il giornalismo, “il racconto dei fatti separati dalle opinioni” (mantra di Rinaldi) e quello verso il civismo. Il senatore del partito democratico Luigi Zanda, il direttore de Il Fatto Quotidiano Antonio Padellaro e il condirettore Marco Travaglio e l’ex direttore dell’Espresso Bruno Manfellotto erano preseti al tavolo dei relatori, insieme al sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini, al deputato Giorgio La Malfa. “Lo ricordo con grande emozione, mi insegnò la cura che ogni giorno cerco di mettere nel mio lavoro e che ogni giornalista dovrebbe mostrare”. “La nostra fondazione – ha spiegato Giulia Rinaldi – si prefigge di aiutare i ragazzi della scuola dell’obbligo nella loro formazione per diventare giornalisti e sviluppare in loro senso civico ed educazione civica”. L’incontro si è aperto con un video in cui Rinaldi, ospite di Gigi Marzullo, ricorda la sua carriera ma non solo: la sua vita privata, le ansie, le paure, i sogni, i rimpianti. “Non credo di poter lavorare per il servizio pubblico, non sono tagliato per l’imparzialità assoluta e la faziosità se ben argomentata. Sulla sua somiglianza con Scalfari, “lui ha un aspetto ieratico che io non ho. Lui è un creatore”. E le bugie? “Nei giornali sono molte e me ne accorgo quando parlano di me”. Sulla sua malattia, la sclerosi multipla, diagnosticata nel 1986. Una malattia che lo ha limitato negli spostamenti anche se ha lavorato fino all’ultimo. “Un’esperienza che ti aiuta a badare al sodo, di guardare in faccia alle cose per quello che sono. Rabbia o rassegnazione? Nè luna né l’altra, sono al lavoro per cercare di cavarmela in questa situazione”. E sul rapporto con Dio: “instabile e precario”.  Dopo i saluti del sindaco, è intervenuto il senatore Luigi Zanda per benedire “un’iniziativa di formazione che parla di informazione e che risponde ad una domanda di cui oggi il nostro paese ha assoluto bisogno. Ed è importante che l’opera inizi da qua, dalla provincia di Loredana”. Zanda ha ricordato Rinaldi come “un uomo di idee forti, che non mollava mai. Un leader e l’informazione va fatta come la faceva lui, da grande giornalista”.

Tra gli altri, toccante il ricordo di Rinaldi tracciato da Padellaro: “Ho avuto tanti direttori, lui è stato il migliore. Questa associazione dovrebbe lavorare su due obiettivi, l’uso della lingua italiana vista l’importanza di sapersi esprimere e il buon esempio che leader come Rinaldi possono offrire”. “Bisognerebbe insegnare che si può fare i giornalisti e gli educatori civici divertendosi e divertendo”: così Travaglio, tra gli applausi di una centro culturale gussolese incapace di contenere il pubblico presente al battesimo della onlus.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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