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Perde il portafoglio
a Sirmione, lo ritrova
grazie a gesto d’onestà

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Nella foto un bello scorcio di Sirmione

SIRMIONE – Una bella storia di onestà che rincuora anche senza bisogno di dirsi ogni volta che a Natale siamo tutti più buoni: arriva da Sirmione, in provincia di Brescia, splendida località affacciata sul Lago di Garda, ma coinvolge due casalesi, originari della frazione di Casalmaggiore: Nadia Cagna e Maurizio Lini, infatti, avevano deciso di passare il lunedì dell’Immacolata, lo scorso 8 dicembre, un festivo, proprio sulle sponde del Benaco. Una storia raccontata dai colleghi del Giornale di Brescia, che qui riprendiamo.

Come noto, trattandosi di località turistica, anche i parcheggi comunali sono un mezzo per fare cassa: difficile trovare un posto macchina senza sborsare qualche euro e infatti, al termine della giornata di relax, Maurizio si avvicina al parcometro per saldare quanto dovuto. Poi il rientro a casa, a Casalmaggiore, a oltre un’ora di auto da Sirmione: ed è proprio qui che Maurizio, non sentendo più con sé il portafoglio, si ricorda della distrazione fatale. Lo ha lasciato sopra la colonnina del parcometro perché, sbadatamente, lì lo aveva appoggiato dopo avere estratto i soldi senza poi riprenderlo. Inutile farsi illusioni: Sirmione l’8 dicembre viene presa d’assalto dai turisti e tornare indietro sarebbe inutile. Il portafoglio non ci sarà più. I coniugi salvano così il salvabile, bloccando le carte di credito e tutto il resto, quando all’improvviso un dipendente comunale sirmionese che stava lavorando in quel parcheggio telefona a Lini, essendo riuscito a risalire al numero tramite i documenti trovati nel portafoglio, e lo tranquillizza: “Il portafoglio ce l’ho io”.

Il tempo per organizzare un incontro, al casello autostradale di Peschiera, e tutto torna alla normalità: con il portafoglio al suo proprietario e un bel gesto da ricordare. Anche perché gratuito: Lini si offre infatti di ricompensare con una mancia il dipendente comunale retto e probo, ma questi insiste: “Ho fatto solo il mio dovere”. Niente, nemmeno un caffè. Ma una stretta di mano e un grazie, quelli sì, sono il minimo, non costano nulla, ma scaldano il cuore.

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