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Il grande cinema
in musica al Comunale
fa il tutto esaurito

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Nella foto un momento dello spettacolo

CASALMAGGIORE – La magia del cinema, che ha illuminato il Teatro Comunale, e l’unione con un’arte più antica, quella della musica, tramite la realizzazione delle più famose colonne sonore dei grandi film hollywoodiani e italiani: un binomio di successo. Lo si era capito nelle settimane scorse, quando i Sousaphonix proposero la sonorizzazione dal vivo del capolavoro “Seven Chances” di Buster Keaton, per uno show in cartellone e in abbonamento. La conferma è arrivata con un’operazione più corale dal titolo “Ciak nel paese delle meraviglie”, che ha avuto in Milo Martani, pianista di fama internazionale ma molto legato a Casalmaggiore (dove insegna tuttora presso la società musicale Estudiantina), l’artefice e l’organizzatore.

Uno spettacolo al contempo popolare e colto, per certi versi commerciale ma con la capacità di essere unico, originale, coinvolgente e soprattutto ben eseguito: Milo Martani ha guidato gli altri artisti suonando il pianoforte con la consueta maestria, ma non avrebbe potuto ottenere l’effetto tanto apprezzato dal pubblico del Teatro Comunale di Casalmaggiore, senza le prove sontuose di Spero Bongiolatti, tenore milanese, e di Paola Sanguinetti, soprano che ha avuto, nella sua carriera, l’onore di accompagnare Andrea Bocelli, probabilmente la voce più calda e conosciuta della nostra lirica. A osservare lo spettacolo anche il sindaco Filippo Bongiovanni e un ospite d’eccezione come Orazio Mori, baritono che proprio lo scorso giugno celebrò, sempre a Casalmaggiore, i cinquant’anni di attività da cantante. Più in generale l’operazione che ha unito musica, ma anche coreografia e danza – azzeccato il lavoro di Bianca Costanza Chiapponi e del corpo di ballo Accademia Danza, che ha dato vita alle varie colonne sonore – è stata applaudita con convinzione da oltre 350 spettatori, che hanno esaurito in ogni ordine di posti il teatro, confermando quanto la grande lirica, se proposta in una chiave di lettura “vicina” al pubblico e facilmente digeribile, sia in grande di garantire ancora il sospirato pienone.

Peraltro lo spettacolo – passato dalle musiche de “Il Postino” del compianto Massimo Troisi, da alcuni passaggi legati alla figura di Totò e da classici immortali e in qualche caso veri e propri kolossal come, ad esempio, “Il Padrino”, senza scordare anche film più recenti e capaci di attirare anche un pubblico molto più giovane e acerbo – ha coinvolto direttamente chi era seduto in platea o nei palchi: Martani infatti ha proposto un gioco, durante il quale gli spettatori dovevano associare una colonna sonora ad un film, dimostrando in modo empirico che spesso si dà per scontata un’attribuzione che così semplice non è. Anche per questo, per scaldare il pubblico, in qualche occasione le colonne sonore proposte nella prima parte dello spettacolo (prima del gioco, per intenderci), sono state accompagnate da alcune scene mitiche di quel film. Come dimenticare, infatti, il volto impomatato e il mento sporgente di Marlon Brando ne “Il Padrino”? E questo è stato solo un piccolo esempio. Un altro gioco consisteva nell’associare il titolo di un film al compositore della sua colonna sonora: tra i titoli più apprezzati, Lupin, Mission, La Strada, I Girasoli, Nuovo Cinema Paradiso, Totò a colori, I pirati dei Caraibi, Il Postino, con opere musicali di Nino Rota, Henry Mancini, Leon Jessel, Castellina Pasi, Andrea ed Ennio Morricone, Klaus Badelt e Luis Bacalov, oltre allo stesso Antonio De Curtis (Totò), che fu anche compositore.

Peraltro l’unione tra musica, teatro e cinema, con l’incasso andato in beneficenza, ha mostrato un altro aspetto che solitamente non viene considerato: durante un film noi ascoltiamo la parte musicale, legata alle sette note e allo spartito, e non quella vocale. In realtà ogni colonna sonora porta sempre con sé poesie e parole, che i bravi Bongiolatti e Sanguinetti hanno svelato anche a chi pensava forse di sapere tutto, o quasi, di cinema.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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