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Fisco, Iva, export
europeo: tutto in una
notte col Rotary

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Nella foto, da sinistra: Garelli, Stassano e Perrina

SOLAROLO RAINERIO – Il fisco e l’internazionalizzazione delle imprese. Un tema certamente ostico per chi non mastica economia, soprattutto se affrontato in modo approfondito come è accaduto nell’ultima conviviale del Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po. A dividersi il compito della relazione, il professor Stefano Garelli e il dottor Ciriaco Perrina. Garelli è, tra le varie cose, dottore commercialista, revisore contabile, perito abilitato e consulente tecnico del giudice. E’ consulente di aziende che si confrontano con l’estero, e devono disctricarsi nella giungla di differenze di tipo fiscale. Perrina invece ha svolto parecchi corsi di studio all’estero. Laureato alla Bocconi, è dottore commercialista, revisore legale e funzionario tributario Direzione Centrale Accertamento Ufficio Centrale Antifrode. Il professor Garelli ha illustrato alcuni interessanti casi vissuti nella sua lunga esperienza, parlando in particolare dell’istituto della rete di imprese. E’ recente, la legge è del 2009, e consente alle aziende di ottenere partnership per affrontare meglio gli spread fiscali con i paesi esteri in cui esporta. Galli ha fatto l’esempio di una rete nata per vendere vino nel suo Piemonte, fatta di 14 produttori che vendono molto via internet. Il vino è soggetto ad accise, e solo in Gran Bretagna consistono in 2,20 euro a bottiglia. Chi vende in internet deve poi aprire una posizione Iva in ciascun paese in cui è attivo. Insomma un approccio impossibile per una singola, piccola azienda che si muove da sola. Cosa fanno dunque queste aziende? Stipulano contratti di rete e poi scelgono una società di servizi che sipula contratti in ogni paese con operatori logistici. Insomma, ha chiuso Garelli, chi fa da sé fa per tre o l’unione fa la forza? Decisamente la seconda. Con questo sistema, ha osservato il socio Egidio Freddi (ad dell’Emiliana Parati, che in fatto di import export può dire la sua), vincono sempre i più forti e alla fine prevale la logica del prezzo. Maurzio Gritta, della Fondazione Iris di Calvatone, ospite della serata, ha chiesto lumi sulle politiche per unificare l’Iva in Europa, dato che l’azienda che rappresenta fattura 5 milioni, di cui il 30% vendendo in internet all’estero.

Ancor più tecnico l’intervento di Perrina, che ha analizzato le frodi sull’Iva più ricorrenti, sia in Europa che in Italia dove, figurarsi, siamo tra i principali attori protagonisti. Si va da un minimo del 5% ad un massimo del 40% di evasione. In Italia siamo al 33%, oltre il doppio rispetto alla media, che è del 15%. All’aumentare dell’aliquota aumenta l’incentivo a frodare, e il 50% dell’evasione totale è costituito da frodi che riguardano proprio l’Iva. Il relatore si è addentrato poi nelle tipologie di frodi più utilizzate, dalla frode carosello a quelle mediante l’utilizzo di false dichiarazioni di intento, ma qui entreremmo troppo nello specifico. La serata è stata importante per il club anche per l’ingresso del 41° socio attivo (il 5° in pochi mesi), presentato da Dino Seroni, vale a dire Cristian Carantini, mantovano che è consulente aziendale e soprattutto amministratore di un consorzio di aziende, oltre che titolare di diverse aziende tra le quali una che si occupa di pratiche auto e di un pastificio.

V.R.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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