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Mattia Formis
ce l’ha fatta: ora può
allenare fino in serie D

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Nella foto il gruppo di allenatori che ha sostenuto l’esame a Mantova: Mattia è il dodicesimo da sinistra nella fila in alto

CASALMAGGIORE – “Serve tanta pazienza, serve un po’ di fortuna, ma serve soprattutto una grandissima passione. E magari un aiuto da parte di qualche amico vero, che possa seguirti, come per me è stato per Elis Perdomini. Ma il mio messaggio è che i sogni possono realizzarsi”. L’aveva promesso due mesi fa quando tutto è cominciato e ora può dire di avere mantenuto la parola data. Abilitato, un termine tecnico che però suona dolcissimo: per Mattia Formis, ragazzo di Casalmaggiore con la passione per il calcio e il sogno di allenare nonostante la disabilità, il regalo più bello di Natale passa infatti da quella parola. Pubblicata lunedì nel tardo pomeriggio sul sito ufficiale della Figc dopo le valutazioni della commissione esaminatrice, che dopo tre giorni di duro test, e quasi due mesi di preparazione, ha ritenuto di premiare il classe 1983. Il suo esame è andato bene: tre giorni, da giovedì a sabato scorsi, per gli esami di teoria e pratica, dopo lezioni che, ascoltando le confessioni di Mattia, sarebbe comunque state conservate come un tesoro, dato che lo zainetto del giovane casalese si è riempito di nozioni, segreti e nuovi interessi per il mondo del pallone.

Lui, appassionato di calcio nonostante l’impossibilità di praticarlo, ha ricevuto da Coverciano la soddisfazione che aspettava da quando promise, di fatto, al padre Aldo, scomparso solo quattro anni fa, che avrebbe fatto di tutto per sentirsi protagonista: se non da calciatore, almeno da allenatore, superando così le sue barriere. Il corso tenuto a Bagnolosanvito, in provincia di Mantova, prevedeva come sempre un posto dedicato a un disabile: Mattia lo ha conquistato e poi s’è sudato, senza favoritismi, come giusto che sia, la sua abilitazione. Il patentino è quello Uefa B, che al momento basterebbe a Formis per allenare qualsiasi squadra di settore giovanile, Primavera esclusa, e anche i team adulti fino alle serie D. “Sono davvero soddisfatto” dice Mattia “e lo sarei stato anche in caso di insuccesso, ma ovviamente così è tutto molto più bello. Ora mi godo il momento, ma sono già pronto a rimettermi in pista. L’avevo detto a settembre: questo mio percorso sarebbe stato composto di step, presto sarò pronto per il prossimo. Ho sempre respirato calcio, voglio continuarlo a fare da protagonista”.

Mattia peraltro è già allenatore in seconda di Elis Perdomini della Polisportiva Federica Antonioli di Stagno Lombardo e in ogni caso non intende fermarsi. Sta aspettando di conoscere l’esito del suo esame, a livello di voto ufficiale, poi sarà pronto a valutare eventuali percorsi anche per il patentino Uefa A, che gli spalancherebbe le porte del Professionismo. Intanto però il primo passo è fatto: perché è di questi, di un percorso a tappe, che anche i grandi sogni possono nutrirsi.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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