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Sondaggio Pd,
Zanazzi: le vere
domande sono altre…

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Nella foto, Paolo Zanazzi

VIADANA – “Di solito chi esegue un lavoro ordinato dal committente è difficile lo svolga in maniera non condivisa dal committente stesso”: inizia con una battuta il commento di Paolo Zanazzi al sondaggio Pd che tanto fa discutere a Viadana. Una battuta che anticipa una stoccata: “E’ evidente la strumentalità del sondaggio commissionato dal PD di Viadana, anche perché ne il sottoscritto e nemmeno gli ex Consiglieri PD che hanno sfiduciato il Sindaco non si sono mai messi in competizione con la nuova segreteria PD e quindi ritengo veramente fuori luogo il confronto sul grado di consenso del segretario Federici con il cosiddetto ‘Gruppo Zanazzi'”. “E’ un tentativo subdolo – prosegue l’ex capogruppo – messo in campo per ‘criminalizzare’ i Consiglieri Comunali del PD che non hanno più accettato che le istanze e le proposte sostenute venissero continuamente disattese dall’ex primo cittadino”. “Del resto – continua Zanazzi – leggendo i dati del sondaggio mi pare che questa posizione sia stata condivisa dal 51% degli elettori del PD intervistati e questo è un fatto di notevole rilevanza che ci dà ragione e che dovrebbe far riflettere”.

Per Zanazzi sarebbe stato importante formulare ai viadanesi altre domande, “probabilmente scomode per qualcuno, ma molto utili per avere un quadro più preciso”. Questi gli interrogativi che pone l’ex capogruppo: “chiedere se sia stato giusto pretendere che il Comune avesse un ritorno finanziario per la comunità da progetti di finanza pubblica come la Cittadella della salute; se fosse stato giusto spendere 1.500.000 € per realizzare una nuova Caserma dei Vigili del Fuoco senza nessun coinvolgimento dei Comuni limitrofi e rinunciando a priori alla sistemazione dell’attuale sede con costi meno pesanti per la comunità; se sia stato giusto dire di no all’approvazione di varianti urbanistiche non proprio corrette; se sia stato importante o no chiedere al Sindaco di inserire nel Bilancio di Previsione 2014 risorse per la progettazione di infrastrutture viabilistiche per le Frazioni Nord; se sia stato giusto chiedere al Sindaco di sospendere in maniera cautelativa, e senza accuse per alcuno, la delega ad un Assessore PD dopo la pubblicazione di alcune notizie relative alla presenza a Viadana di esponenti della criminalità organizzata; chiedere ai cittadini e agli elettori PD se sia stato giusto pretendere che il PD stesso potesse esercitare compiutamente il proprio ruolo di governo nelle sedi istituzionali (Consiglio Comunale e Giunta) e non essere solamente uno ‘specchietto per le allodole’ mentre scelte di una certa rilevanza venivano decise in altre sedi”.

“Perché di questo si è trattato – conclude Zanazzi -, perché queste sono alcune delle motivazioni che ci hanno fatto dire basta all’Amministrazione Penazzi. Molto probabilmente il dato del 51% degli elettori PD che hanno detto di aver condiviso la caduta dell’Amministrazione sarebbe stato più alto. Ma del resto indipendentemente dai sondaggi commissionati e pagati dal PD (saranno state fatte cene nel miglior stile Renziano per raccogliere fondi?) sono certo che i cittadini di Viadana hanno ben compreso quanto è accaduto a Viadana e mi auguro che la prossima tornata elettorale amministrativa possa davvero vedere in campo donne e uomini nuovi pronti ad impegnarsi per restituire a Viadana una politica amministrativa condivisa, partecipata e decisamente vicina ai reali interessi dei cittadini”.

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