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“Casalasco-Viadanese
come il Sud del
Sud Lombardia”

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Nella foto, Giuseppe Torchio

BOZZOLO – Il Casalasco-Viadanese come il Sud del Sud Lombardia o, per dirla in altri termini, come la periferia della periferia. Una denuncia che, specie in queste settimane di preparazione fervida all’Expo, prende sempre più piede, con la contraddizione legata ad una grande vetrina, che rischia però di essere Milano-centrica nei servizi e di scordare tutto il resto. Ad alzare la voce questa volta è Giuseppe Torchio, sindaco di Bozzolo ma anche ex presidente della Provincia di Cremona, politico di lungo corso al quale senza dubbio va attribuita una grande conoscenza del territorio ed esperienza in materia.
“Regione Lombardia” parte Torchio nel suo j’accuse, citando subito il nome del “colpevole” a suo dire “non ha mai creduto al decollo infrastrutturale del Sud Milano: treni, strade, navigazione interna ancora oggi da far west. ‎Negli ultimi decenni la gran parte delle  risorse é stata orientata verso Nord, dalla sanguinosa scelta di Malpensa, che ha rotto l’equilibrio del trasporto aereo ed isolato il Sud, ai massicci interventi per Ferrovie Nord, la nuova Fiera e, da ultimo, Expo, i cui inutili canali da fiaba costano più della regimazione del Po che, offerta da E.On a costo zero oltre 6 anni fa, non ha mai ricevuto risposta dalla Regione. Per i decisori meneghini‎ Sud Lombardia é una perdita di tempo, un luogo dove é sbagliato investire, dove la gente sbaglia a votare, con la ferrovia “maglia nera” del paese, nonostante vent’anni di Lega, ancora con gente che scende da accelerati e littorine e a Codogno deve scavalcare i binari per prendere la coincidenza, mentre i treni per il Sud Lombardia in Centrale partono sempre dal binario 22, mezzo chilometro più avanti di quelli per le altre destinazioni, ‎e l’incompiuta Paullese é “solo” al secondo posto in assoluto per mortalità. Una strada che, nonostante lo sforzo immane del territorio che, come la provincia di Cremona, si é svenato per farla, non viene finita per Expo così come l’autostrada dei sogni CR-MN, manco iniziata, manco una badilata di catrame, dopo che tutti i comuni ci hanno messo la faccia dicendo per tre volte di sì”.
Torchio insiste proprio sul tema delle infrastrutture. “La drammatica assenza della regione su questi temi” scrive “per non parlare della sanità, è aggravata dalla mancanza di qualsiasi iniziativa per la realizzazione del Tibre ferroviario. Al convegno di Casalmaggiore dello scorso anno, in cui si é candidato il tracciato Parma, Piadena, Mantova, Verona, con una riduzione di costi di sette volte rispetto al tracciato basso motivo di miei costanti scontri con i riferimenti politici del basso mantovano da Zaniboni ai giorni nostri, erano  presenti governo, assessori delle altre regioni, parlamentari,  presidenti‎ di Camere di Commercio e mondo economico. La Lombardia, invece, è stata rappresentata dalla dottoressa della sede di Cremona, con quale autonomia rispetto al classico “vedremo, faremo”? In questo quadro di drammatico abbandono, il Sud regione si chiede se saranno continuati gli sforzi dei predecessori, nati con l’adesione alla società Tirrenica ora Tibre ferroviario, all’azione trasversale emendativa di leggi finanziarie e piani ferroviari del passato, a cui, da deputato, ho sempre partecipato con firme tuttora ben evidenti, garantendo la realizzazione della “galleria di valico” Pontremolese, presupposto indispensabile nelle relazioni tra il Tirreno ed il Brennero. Dopo la morte di Giordano dell’Amore che con la Cariplo finanziò i viadotti dell’Autocisa é inspiegabile l’ostilità dell’asse Milano, Bologna, Firenze  meglio servito sia a livello autostradale che di alta velocità. Siamo chiamati a continuare un lavoro certosino e trasversale, in rappresentanza di territori politicamente marginali della Toscana (Lunigiana), Liguria (Spezia), Emilia (Parma), Lombardia (Casalasco-Mn) e Veneto (Verona). La situazione è peggiorata con i governi di centro destra a Roma e a Milano”.
Torchio snocciola poi altri problemi, altre questioni, altri fatti, dati alla mano. “La marginalità del territorio é stata confermata con il taglio dei 180 milioni per la sicurezza del Po, voluti dalle Provincie, finanziati dal governo Prodi e sepolti da Tremonti. Anche‎‎ il taglio dei passaggi a livello della Codogno-CR-MN, ha evidenziato 3 milioni di euro destinati a sopprimere passaggi a livello nel tratto Bozzolo – Mantova dirottati in aree politicamente più affidabili per la maggioranza. ‎Pensando che sono le persone più che le formule a sviluppare le scelte per il territorio, con molti altri, ho immaginato che l’avvento di figure della zona a livello della giunta regionale ed alla guida della stessa Lega Nord mantovana, potessero invertire l’emarginazione del Sud Regione. Qualcuno che raccogliesse il significato di un voto unanime del Consiglio Provinciale di Cremona per il Tibre ferroviario e le infrastrutture della nostra area e le inserisse nelle priorità regionali, invece di nascondersi dietro il no del gruppo Pd in provincia di Mantova‎, in un momento in cui la voce della provincia assomiglia più al “ruggito del coniglio” che ad un urlo di guerra”.
Come si è visto, non manca il taglio politico della vicenda. “Perché, ad esempio, il comune di Mantova, amministrato dal centro destra, é stato completamente assente da‎ questa problematica e perché la Lega, regina del potere delle municipalizzate che per il 72 % sono espresse dal capoluogo, ha taciuto sulla necessità di far passare il Tibre ferroviario da Mantova invece che dall’Oltrepò, anche se questo, in tema di spending review comporta un risparmio di 7 volte? Perché Pasetti che rappresenta questa governance leghista con la moltiplicazione dei pani e dei pesci dei consigli di amministrazione, non ha parlato con il suo azionista di riferimento?”
Il riferimento più territoriale torna alla fine della riflessione. “La geografia politica mantovana sta cambiando: Bozzolo, Rivarolo, Sabbioneta, Asola si affiancano a Marcaria, Castellucchio, Gazoldo per chiedere un’inversione di tendenza nelle scelte. La nuova segreteria zonale del Pd ma lo stesso Centro Destra sono chiamati a prendere posizione concreta contro questa marginalità, aldilà dei limiti della mia persona che non é alla ricerca di piedistalli ed é giunta all’ultima stazione del suo impegno amministrativo. Il riscontro di fine corsa è di avere creduto, invano, ‎in una inversione di tendenza sui temi territoriali, di non aver certamente gioito quando la segreteria provinciale della Lega è stata commissariata, ben consapevole che il peso del territorio ha la sua importanza, aldilà di chi, momentaneamente, lo rappresenta. Anche di fronte alla palese scorrettezza di qualche professionista” nel passaggio finale Torchio analizza uno degli ultimi episodi di casa propria “che da legale del comune di Bozzolo non ha esitato a costituirsi in tribunale contro il suo sindaco, sempre a proposito di etica professionale”.

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