Commenta

Visite al freddo,
il medico chiude
l’ambulatorio

farmacia-casalbellotto_ev

Nella foto (GoogleMaps) la farmacia di Casalbellotto, dove sorgono i due ambulatori medici

CASALBELLOTTO (CASALMAGGIORE) – E’ bastato passare dalle parole alle vie di fatto per risolvere una questione che ormai da oltre dieci anni creava problemi presso l’ambulatorio medico sito in territorio di Casalbellotto, frazione di Casalmaggiore, in via Silvio Pellico. Come noto l’ambulatorio fa parte dell’immobile di proprietà della Farmacia Comunale (proprio a Casalbellotto vi è una delle tre strutture in territorio di Casalmaggiore) e funziona nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, ospitando il dottor Ernesto Vezzosi e la dottoressa Miriam Soldani. Quasi certamente per un errore di misura nella realizzazione dell’impianto termico, gli stanzini ambulatoriali non erano sempre caldi a dovere: un problema non di poco conto d’inverno, considerando anche che i pazienti, durante le visite, spesso e volentieri devono spogliarsi. Problemi spicci ma mai risolto, dato che il riscaldamento, una volta arrivato a regime come temperatura, non era comunque sufficiente per scaldare le due stanze ambulatoriali, il che aveva suggerito ai medici stessi di chiedere in dotazione due stufette elettriche. Una soluzione comunque evidentemente parziale.

La scossa è arrivata dalla decisione dello stesso dottor Ernesto Vezzosi di non aprire, nella giornata di mercoledì, lo studio ambulatoriale, proprio per la temperatura rigida e non adatta a visite mediche. Da qui l’intervento urgente, dopo che un primo sopralluogo era stato effettuato prima di Natale, senza però una soluzione immediata. Fortunatamente, nella giornata stessa di mercoledì, verso sera, il Cda di Afm (Azienda Farmaceutica Comunale) ha deciso, dopo un nuovo sopralluogo di installare, nel giro di una settimana (dunque entro il prossimo martedì), due nuove stufe a gas, che trarranno energia proprio dall’impianto attuale di riscaldamento, evidentemente non funzionante a regola d’arte. Il tutto per una spesa di 2500 euro: una soluzione tutto sommato sensata ed economica, rispetto ai 10mila euro che sarebbe stati necessari per rifare l’impianto di riscaldamento a poco più di dieci anni dalla sua inaugurazione.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti