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Via Adua, i percorsi
casa-scuola e altri problemi
Un cittadino ci scrive…

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Nella foto la scuola Marconi e il progetto dei nuovi percorsi casa-scuola

CASALMAGGIORE – Percorso casa-scuola più sicuri? Tutti sono d’accordo, ma sul metodo proposto dal Comitato Slow Town, qualcuno ha da ridire. Un cittadino residente in via Adua, nei giorni scorsi ha scritto al nostro giornale per contestare una parte del progetto che il Comitato ha sottoposto all’attenzione dell’amministrazione comunale, evidenziando quelle che, a suo dire, sarebbero criticità importanti di cui tenere conto. Non è un caso che il cittadino, Ivan Manfredini, abiti proprio in una via che verrebbe toccata dal percorso integrato e dalla rivoluzione della mobilità casa-scuola.

“Premesso che sono uno degli iniziali sostenitori dell’iniziativa Slow-town (firmai quando era stata proposta in via Baldesio)” scrive Manfredini “mi domando se qualcuno dei rappresentati o dei componenti il comitato sia residente proprio nelle zona Baslenga, perché a parer mio – come già dimostrarono le polemiche sorte successivamente all’istituzione del limite di velocità in via Baldesio e che in parte ritengo più che condivisibili – da parte del comitato mi sembra vi sia stata una scarsa propensione al confronto e una approssimativa conoscenza delle problematiche”.

Un problema di metodo dunque, pur essendovi tutto sommato una certa concordanza sulle tematiche. “Non mi risulta che sia mai stato valutato o chiesto un parere ai residenti delle vie limitrofe il polo scolastico, perché credo che avrebbero da ridire su come viene gestita la viabilità negli orari di punta. Tengo inoltre a precisare che circa a metà luglio sono stato promotore di una raccolta firme poiché in quel periodo di bombe d’acqua la nostra via era sommersa non solo dall’acqua ma anche da scarafaggi e infestanti. A onor del vero devo dire che abbiamo ottenuto una risposta immediata e un’altrettanto tempestiva soluzione al problema da parte dell’Ufficio Tecnico comunale. In quella stessa occasione mi confrontai con il comandante della polizia locale Silvio Biffi e con l’ingegner Rossi sull’esigenza di risolvere il problema viabilità ottenendo risposte un po’ evasive”.

Il punto di maggiore contestazione riguarda la chiusura delle vie adiacenti la scuola, per realizzare una sorta di piccolo “pit-stop”, dove lasciare i bambini, in via Adua. “Su questa via” spiega però Manfredini “nemmeno ci sono gli stalli per i parcheggi e la via è spesso “impegnata” dalle auto parcheggiate dei residenti, inoltre faccio presente che da quando la struttura scolastica è entrata in funzione e sono state aperte le vie adiacenti, il comune non è riuscito a trovare i fondi per fare la segnaletica nell’incrocio tra via Adua e via Rotelli (incrocio spesso a rischio di incidenti anche per la velocità tenuta dai conducenti)”. Insomma, partendo dall’idea di Slow Town, il cittadino elenca una serie di problematiche che, per certi versi, potrebbero trovare una forma di coincidenza proprio nelle idee dello stesso Comitato, che in fin dei conti si ripropone di liberare la strada dal traffico almeno nelle ore di punte e in presenza di alunni nelle vicinanze della scuola Marconi. Ma il pensiero di Manfredini tocca tematiche della viabilità a tutto tondo, per quanto circoscritte alla zona indicata.

“Nel confronto avuto col comandante Biffi ho anche fatto presente che nell’incrocio tra via Formis, via Adua e via Bissolati spesso si rischiano incidenti” prosegue Manfredini “così come spesso è pericoloso transitare nelle vie utilizzate dal Piedibus perchè i carretti porta-zaini vengono portati giù dai marciapiedi. Proposi l’istituzione di sensi unici e un diverso smistamento del traffico. Lungi da me creare polemiche sterili e fini a se stesse, ma essendo persona propositiva” spiega Manfredini, facendosi portavoce di altri residenti di via Adua “rimango a disposizione per un confronto con lo stesso Comitato, con il quale del resto condivido la finalità, e con la stessa amministrazione”.

redazione@oglioponews.it

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