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Per i Comandamenti
si dovrà aspettare
il prossimo Consiglio

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Nella foto, il consiglio comunale di venerdì sera

CASALMAGGIORE – La mozione che ha portato Casalmaggiore alla nuova ribalta mediatica nazionale, quella presentata dal consigliere di maggioranza Orlando Ferroni relativa ai dieci Comandamenti da allegare al regolamento di Polizia Urbana, non è stata trattata nella seduta consiliare di venerdì 30 (leggi qui del dibattito tv). Questo perché le due ore riservate al punto due all’ordine del giorno sono state esaurite con la discussione di una mozioni e due odg. Il consiglio comunale casalese si è aperto con l’intervento del consigliere di minoranza Calogero Tascarella che a nome dei gruppi ‘Casalmaggiore insieme e le sue frazioni’ e ‘Casalmaggiore la nostra casa verso il 2020’ ha sottolineato l’importanza della Giornata della Memoria dello scorso 27 gennaio: “Ricordare per restituire dignità alle persone vittime della Shoah, a quelle finite nelle fosse comuni. La memoria batte nel cuore del nostro futuro. Senza memoria non abbiamo futuro”. “Ricordare perché non accada più”: ha poi sottolineato Ferroni, prima che su proposta del presidente del consiglio comunale Marco Micolo venisse osservato un minuto di raccoglimento.

EMERGENZA LAVORO: ARRIVA REINDUSTRIA – Il consesso è poi passato all’ordine del giorno presentato dal consigliere di minoranza Carlo Sante Gardani, del Listone: la civica ha chiesto “di intensificare, mediante l’istituzione di un’apposita commissione composta da tutti i gruppi consiliari, i contatti diretti con gli imprenditori, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria e gli istituti di credito, per verificare, conoscere e interpretare le reali esigenze del variegato mondo del lavoro”. Una sollecitazione che è anche un richiamo a lavorare insieme: “Le minoranze non possono aspettare cinque anni per cambiare qualcosa”. Partire da Casalmaggiore per poi allargare il discorso al casalasco, con uno strumento “pragmatico e operativo”: questa l’intenzione del Listone, a cui il sindaco Filippo Bongiovanni ha risposto confermando che “il comune di Casalmaggiore ha sposato il programma di sviluppo di Reindustria, che aprirà un ufficio bandi sovracomunale nel palazzo municipale da fine marzo. Iniziativa che ha trovato l’adesione delle Unioni Palvareta Nova e Municipia, di San Daniele Po e Pieve d’Olmi. Sarà uno strumento operativo che potrà dare aiuto alle imprese”. L’accordo è di tre anni, al termine dei quali, “se non saremo soddisfatti, non rinnoveremo”, così Bongiovanni. Dai banchi del centrosinistra il capogruppo Pierluigi Pasotto ha espresso riserve su Reindustria e precisato che “prima di questo sportello non c’era il deserto. L’amministrazione Silla è stata la prima a credere nei bandi, riuscendo ad ottenere ed investire 5,5 milioni di euro”. “Ognuno deve fare ciò che gli compete – ha proseguito Pasotto -. Un Comune deve prima pensare a rafforzare il welfare state risparmiando sulla spesa, oltre a mantenere i servizi”. “Di Reindustria non sapevo niente anche se sono il consigliere delegato ai bandi”: è stata l’uscita a metà tra l’ironico e il piccato di Ferroni, che ha poi denunciato le difficoltà burocratiche nel presentare le domande di partecipazione ai bandi. L’ordine del giorno è stato votato all’unanimità solo dopo un emendamento: non verrà creata una commissione bensì si terranno degli incontri tra le parti in causa.

SOLIDARIETA’ AI FRANCESI: SCONTRO IDEOLOGICO – Un dibattito fiume ha preceduto il ritiro dei due ordini del giorno relativi alla missiva da produrre a nome del consiglio comunale per esprimere solidarietà ai ‘cugini’ francesi di Guilherand-Grange in seguito alle tante vite spezzate dal terrorismo islamico nel corso dell’attentato al periodico parigino Charlie Hebdo e per le vittime dei giorni successivi (leggi qui le due proposte). Nonostante l’obiettivo comune delle due proposte, la prima di centrosinistra (presentata da Tascarella), la seconda di centrodestra (illustrata dal capogruppo di maggioranza Giuseppe Cozzini), sono state evidenziate le profonde diversità di contenuto su temi come l’integrazione, i valori religiosi e nazionali, l’accoglienza. Tascarella ha riservato critiche a Micolo per non aver riunito i capigruppo prima dell’adunanza in modo da redigere un documento unico. Il presidente del consiglio comunale, dopo la lettura delle due missive, ha invece proposto il ritiro dei due dog e la stesura di una sintesi: “così si garantisce in Consiglio la libertà di espressione”. Da Cozzini il mea culpa: “Non essersi contattati prima è stato un errore di entrambe le parti. Ma possiamo rimediare”. Micolo ha quindi aperto una discussione che per oltre un’ora ha visto confrontarsi Bongiovanni, Tascarella, Pasotto, Ruberti, Ferroni e Boldrini. Un dibattito dai toni anche piuttosto accesi, che ha toccato anche fatti ben più vicini a Casalmaggiore come lo scontro tra militanti di Casa Pound e centro sociale Dordoni a Cremona, che ha causato ferite gravissime a Emilio Visigalli (tuttora in coma) ed ha portato all’organizzazione del corteo antifascista terminato con la violenza dei black bloc (leggi qui il comunicato del circolo Rive Gauche, presente al corteo). I due odg sono stati quindi ritirati: si dovrà trovare una quadra tra capigruppo per stilare un documento condiviso da spedire a Guilherand-Grange. Viste le premesse, non sarà per nulla facile.

Simone Arrighi

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