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PalaFarina, e ora?
Migrazione forzata per
la Pomì e tanti altri club

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Nella foto le condizioni del PalaFarina

VIADANA – Mentre ancora non si conosce il destino a breve termine del PalaFarina – crollerà la struttura, con una parte del tetto, oppure si riuscirà a puntellare, lunedì mattina, e mettere in sicurezza la trave da sostituire in un secondo momento? – c’è chi può già mettersi le mani nei capelli. E non solo per le spese ingenti alle quali andrà incontro un comune già in crisi anche a causa del commissariamento. Parecchie sono infatti le società sportive che giocano o si allenano al PalaFarina: non solo Pomì, dunque, anzi la società di Casalmaggiore è tutto sommato quella messa meno peggio, perché se non altro può fare fronte alla grande mole di allenamenti nel palazzetto di Casalmaggiore, ossia in Baslenga.

Diverso il concetto per le due squadre di volley di Viadana (una, quella maschile, milita in B2, categoria importante), per il Basket Viadana che gioca in serie D, per il team di calcio a 5 viadanese, che disputa il campionato di C2 Figc, e anche per le scuole, dato che sia gli Istituti Professionali, sia le elementari del comune usufruiscono nelle ore di educazione fisica del PalaFarina. Usufruivano, sarebbe meglio dire, parlando al passato, dato che la struttura, ammesso che non subisca crolli, rimarrà ko e inagibile per diversi mesi (forse anche per un anno). E c’è chi polemizza ricordando che, al momento della costruzione, nemmeno 20 anni fa (si parla del 1996), le travi rimasero scoperte e sottoposte alle intemperie per parecchio tempo. Cercando una soluzione, un punto d’appoggio per i club potrebbe essere Corte Lavadera a Cogozzo, struttura che in qualche caso ha già stipulato convenzioni con il comune, ma ad ogni modo quanto accaduto in via Vanoni pone l’attenzione sulla necessità e sull’importanza di strutture in un comprensorio così ricco di sport e tradizione come l’Oglio Po (un palazzetto può ospitare anche eventi musicali, non soltanto sportivi, per rendere l’idea…).

Tornando in ottica Pomì, la nuova casa delle rosa sarà con ogni probabilità Montichiari. E’ vero che la distanza è importante (si parla di 60 km), ma in fondo è all’incirca lo stesso chilometraggio che corre tra Casalmaggiore a Cremona, dove il vero problema è rappresentato dal fatto che da molti anni nessuna squadra di volley gioca la serie A1. Il PalaRadi dovrebbe, cioè, essere appositamente approntato per le sfide di pallavolo, con la stesura del cosiddetto mondoflex (costo contenuto, ma è comunque tutto lavoro da fare). Di contro, Cremona sarebbe la sede ideale come incastro di calendario, dal momento che la Vanoli Basket gioca in trasferta le domeniche in cui la Pomì gioca in casa (22 febbraio, 8 marzo, 22 marzo, per ora non andiamo oltre e non pensiamo ai playoff). Altre sedi? Mantova o Reggio Emilia, ma con le stesse problematiche di Cremona, senza considerare che anche questi palazzetti dovrebbero ottenere una omologa lampo dalla Lega Volley (comunque scontata, vista l’emergenza). Parma, che sarebbe logisticamente la soluzione più comoda (30 chilometri di distanza), non rappresenta una strada praticabile, dato che il palazzetto della città ducale è fermo per “lavori in corso” da oltre un anno e la nuova amministrazione non intende mettervi mano. Insomma, tanti dubbi e una sola certezza: il PalaFarina chiude per “infortunio”. E lo farà per molto tempo.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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