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Piadena, e adesso?
Niente voto nel 2015,
Cavazzini farà ricorso?

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Nella foto il comune di Piadena

PIADENA – E adesso a Piadena, che cosa succede? La domanda, dopo che il sindaco Ivana Cavazzini è stata dichiarata decaduta, è scaturita naturale per tutti i cittadini del comune casalasco, che del resto hanno già vissuto una situazione di vuoto amministrativo, pur legato a un motivo decisamente più tragico, la morte dell’allora primo cittadino Bruno Tosatto, dall’estate 2013 fino al maggio 2014, dunque per quasi un anno.

L’impressione, o meglio il rischio, è che per avere un sindaco, il comune debba attendere addirittura di più in questa occasione. I famosi 90 giorni di tempo necessari per indire nuove elezioni in caso di decadenza del sindaco, dunque di giunta e consiglio comunale, non ci sono, infatti: sono scaduti, facendo un rapido calcolo, lo scorso 17 febbraio, appena sette giorni prima dell’ordinanza del Tribunale di Cremona, senza dimenticare che lo stesso documento deve ancora essere depositato presso gli uffici amministrativi del comune, operazione che potrebbe fare slittare ulteriormente la “data x”.

Dato che da qualche stagione politica in qua è stato istituito l’election day, ossia una sola tornata elettorale, che cade sempre tra primavera ed estate di ogni anno (quest’anno si voterà il 17 maggio), non sarà possibile, come in passato, andare al voto in autunno, generalmente in ottobre, dunque Piadena si ritroverà senza sindaco fino alla primavera 2016. A fare le veci di Cavazzini dovrebbe essere il vicesindaco Elisa Castelli, come in tutti i casi di impedimento, e così come capitò a Gianfranco Cavenaghi, dopo la morte di Tosatto. Perché non si avrà il commissariamento? Perché Cavazzini, a differenza, ad esempio, di Giorgio Penazzi nella vicina Viadana, è stata dichiarata decaduta e non è stata dunque sfiduciata, né il consiglio ha subito dimissioni.

C’è però un’altra strada: Cavazzini può fare appello e a quel punto resterebbe al suo posto fino al secondo (ed eventualmente terzo) grado di giudizio. Lo stesso primo cittadino ha spiegato di non avere ancora deciso nulla, in attesa di contattare il proprio avvocato Antonino Rizzo. “Sarà una decisione che prenderemo a breve” ha spiegato Cavazzini “per rispetto dei nostri concittadini e per trasparenza. Uno dei fattori che peserà sulla scelta di fare o meno ricorso sarà l’opportunità di poter andare a nuove elezioni subito”. Dato che però questa chance non esiste più, calcoli alla mano, ecco che Cavazzini, anziché ricandidarsi subito, potrebbe fare ricorso e restare così al suo posto. In ballo, per lei, non c’è solo il ruolo di primo cittadino a Piadena, ma pure quello di consigliere provinciale a Cremona e di coordinatrice dei Piccoli Comuni e Unioni Anci.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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