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Step Up Oz, come
vivere la vera Australia:
l’idea di Alice e Simone

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Nella foto Alice e Simone e la home page di Step Up Oz

MELBOURNE – L’appuntamento via Skype con l’altra parte del globo è alle ore 9. Il fuso orario è semplice, dieci ore avanti rispetto a noi, dunque a Melbourne, dove la 33enne viadanese Alice Rossi e il 29enne casalese Simone Tortorici fanno coppia fissa ormai dal 2009, sono le ore 19. Quando si dice pensare al prossimo, ecco, bisognerebbe comportarsi seguendo il loro esempio.

Quando sono arrivati nella terra dei canguri, lo hanno fatto con spirito avventuroso, prendendo sì qualche spunto da internet, ma con la stessa prospettiva e la stessa ebbrezza che può dare un viaggio verso l’ignoto. Ora, dopo sei anni, qualche visto, tanto lavoro nei campi e ora un impiego fisso – Alice lavora nel merchandise planning nel settore arredamento casa, Simone fa il product manager per un’azienda di camion – i due giovani originari del comprensorio Oglio Po, dopo l’unione sentimentale, hanno deciso di impegnarsi fianco a fianco anche in una sorta di piano-b, senza scopo di lucro. Il lavoro, il cosiddetto “posto fisso”, da noi un miraggio, rimane un altro. Ma a tempo perso, negli ultimi otto mesi, Alice e Simone hanno costruito sul web “Step Up Oz”. Oz non è il magico mondo consacrato dalla fiaba del Mago, ma l’abbreviazione con la quale gli australiani definiscono la loro terra (arriva da Aussie, per capirci). “Perché qui abbreviano tutto e usano molte sigle – rivela Simone – va molto di moda fare così”.

Otto mesi per produrre un portale tramite wordpress, che è on line da lunedì mattina in Italia (lunedì sera in Australia) e ha già raccolto 360 iscritti. Un vero boom. “C’è molta fame – spiegano i due ragazzi – vuoi per la crisi, vuoi perché l’Australia viene vista come una lucky land, una terra fortunata. Beh, non è proprio così. O meglio, qui si sta bene ma ci vuole la giusta predisposizione per capire questa magnifica nazione. Da lì è nata l’idea di realizzare un sito, che possa guidare i ragazzi per capire come comportarsi e cosa aspettarsi. Siamo tornati indietro di sei anni, ci siamo chiesti cosa avremmo voluto sapere quando siamo partiti e abbiamo provato a dare risposte. E’ vero, sfruttiamo internet come piattaforma, ma soprattutto sfruttiamo la nostra esperienza sul campo, ormai consolidata: noi l’Australia l’abbiamo vissuta, dunque le nostre informazioni sono certificate. Non sempre invece il web è affidabile”.

Qualche esempio… “Ci sono ragazzi che ci contattano entusiasti perché pensano che qui il lavoro di raccolta nei campi sia davvero pagato 25 dollari l’ora, che è indubbiamente una bella cifra. Noi non diciamo che non sia corretto, ma che ci vuole fortuna e un po’ di sudore per arrivare a quella cifra. Noi, all’inizio, percepivamo 15.85 dollari l’ora, per lo stesso identico mestiere, sicuramente faticoso. Oggi il minimo legale è di 16 dollari, un’informazione che trovate nel nostro sito. Non vogliamo che i giovani italiani arrivino qui pensando di farsi una passeggiata. Chi vuole vivere in Australia deve avere una giusta predisposizione al sacrificio. Dopo di che, naturalmente, le meraviglie non mancano”.

Il sito offre informazioni a tutto tondo. “Partiamo dal pacchetto viaggi, all’educazione, tanto che abbiamo contattato scuole e studiato anche corsi professionali ad hoc; offriamo informazioni sul visto e sullo stile di vita, dunque anche sul divertimento offerto dalle varie città, con video del giorno o del mese. Naturalmente non manca la sezione lavoro, e ogni parte del sito ha un’indicazione dettagliata di cifre e costi”. L’idea nasce in modo molto semplice. “Tanti ragazzi ci contattavano dicendo di essere amici di quel tale che avevamo conosciuto proprio a Melbourne in questi anni. E tutti chiedevano a noi informazioni: eravamo diventati una sorta di punto di riferimento. Dunque, perché non sfruttare internet per facilitare questi scambi. Il punto è che in Australia conosci una quantità impressionante di persone, anche se poi i rapporti veri rimangono pochini: molti ti parlano per qualche minuto e poi “see you later” e vanno via. Si crea una sorta di selezione naturale: ecco perché l’Australia va vissuta con il giusto approccio, per non arrivare troppo spavaldi col rischio però di spaventarsi presto”.

Trasparenza e motivazioni, queste le due parole chiave di Step Up Oz. “Aggiungerei anche divertimento e impegno – rivela Simone, che ha rispolverato le competenze acquisite all’Itis di Casalmaggiore per costruire il portale – perché lavorare a questo sito ha richiesto queste due componenti. Caratterialmente io sono più impulsivo, Alice più riflessiva, ma in questo progetto siamo andati d’accordo ed è stato stimolante. Ci siamo esposti a relazioni anche virtuali, a potenziali nuove amicizie, che speriamo di poter commutare nella vita reale. E alla base di tutto c’è la volontà di fornire un servizio”. Si chiama intraprendenza italiana e ce la invidiano a da più parti. E funziona, grazie anche ad Alice e Simone, pure dall’altra parte del globo…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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