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Ti-Bre, il primo
no istituzionale
arriva da Parma

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PARMA – Dopo l’incontro di Piadena di giovedì scorso, organizzato dai comitati ambientalisti, anche la Commissione Ambiente del comune di Parma dice no alla Ti-Bre: “Autostrada inutile e diseconomica e non verrà mai completata, in quanto priva di copertura finanziaria”. Dal municipio ducale è partita la richiesta, con un documento approvato all’unanimità, di “ripensamento urgente del progetto”. La significativa presa di posizione della commissione è stata accolta favorevolmente dalla sezione WWF di Parma, anch’essa contraria all’autostrada e a favore del completamento della ferrovia Pontremolese.

“Forse qualcosa sta cambiando, finalmente un’Istituzione mette in discussione una scelta finora mai sottoposta ad un vero dibattito nel territorio”: così il presidente Rolando Cervi. “Una prima crepa nel muro di gomma della “politica dell’ormai” (ormai c’è già l’appalto, ormai il progetto è andato troppo avanti, ormai è già tutto autorizzato) con la quale in questi anni è stato rifiutato ogni serio confronto sul merito della questione. Attualmente – continua il comunicato del WWF – al costo esorbitante di mezzo miliardo di euro, si vogliono realizzare i primi dieci chilometri degli ottanta necessari per completare il collegamento autostradale dell’Autocisa con il Brennero. Non occorre la sfera di cristallo per prevedere che il resto dell’opera non verrà mai realizzata, date le gravi difficoltà delle finanze pubbliche e il calo del traffico veicolare, dimostrato dal pietoso flop della BreBeMi. Questo moncone di asfalto chiamato TiBre, ma in realtà destinato a morire nella campagna di Trecasali, devasterà decine di ettari di food valley senza produrre alcun vantaggio, se non per le casse di Autocisa, i cui pedaggi già molto alti raddoppieranno nei prossimi otto anni”.

“L’iniziativa del Comune di Parma – conclude il comunicato WWF – è particolarmente importante in questa fase: a Ronco Campo Canneto si stanno iniziando i lavori senza approvazione del progetto esecutivo e senza nemmeno un cartello di cantiere, l’ennesima forzatura di un iter sul quale sussistono molti dubbi, a partire dalle carenze della VIA (valutazione di impatto ambientale) approvata dieci anni fa. Il documento del Comune di Parma è un elemento in più per sollecitare le autorità competenti ad accertare il danno ambientale e a riportare le procedure nel solco della legalità”.

redazione@oglioponews.it

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