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Rivarolo del Re,
cento anni fa si
votava l’indipendenza

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Nella foto, i festeggiamenti per l’indipendenza a Rivarolo del Re, nel 1915

RIVAROLO DEL RE ED UNITI – 26 marzo 1915-26 marzo 2015. Cent’anni giusti sono trascorsi da un evento che ha segnato la storia di Rivarolo del Re e delle sue frazioni. Quel 26 marzo di 100 anni fa a Roma il Parlamento approvava la separazione dal Comune di Casalmaggiore (con cui da secoli condivideva il destino) tanto agognata: anche il Senato infatti, dopo la Camera, votò a favore della scissione. La Legge di riferimento, numero 447, è poi del 1° aprile, ed il 13 aprile venne pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale. Il 16 aprile 1915 infine venne costituito formalmente il Comune di Rivarolo del Re e Uniti.

Nessuno pensi che la separazione fu indolore e condivisa, tutt’altro. Da tempo in tante frazioni casalesi montava la rabbia per un trattamento discusso: tasse raccolte e pochi servizi resi, la solita storia del capoluogo arraffone. La volontà secessionista si manifestò apertamente nei primi anni dell’Unità d’Italia, e oltre a Rivarolo, Brugnolo e Villanova (che oggi costituiscono il Comune), coinvolse Cappella e Camminata, che poi decisero di abbandonare la lotta. Già nel febbraio 1905, a seguito di pressanti richieste, il Parlamento fu investito della vicenda, ma dopo l’ampia approvazione della Camera, il Senato bocciò la legge. A Rivarolo e dintorni non la presero bene, tanto che si racconta che per protesta fu devastata e incendiata la scuola del paese. Come si narra sul sito del Comune, solo l’arrivo di 20 carabinieri e di una compagnia di Fanteria che rimase in paese per un mese calmò gli animi. Ma sotto la cenere covava il fuoco del separatismo, su cui soffiavano le più importanti personalità del paese, la famiglia Longari Ponzone in primis, tanto che furono scritte e cantate appositamente canzoni ispirate alla volontà scissionista.

Come detto, dieci anni dopo fu fondato il Comune di Rivarolo del Re. Si pensi che lo stemma comunale raffigura il cane dei Marchesi Salvaterra (titolari del feudo di Casalmaggiore e Rivarolo attorno al 1700) a catena spezzata e in atteggiamento festoso, a simboleggiare proprio il distacco da Casalmaggiore. Lo stesso stemma, va detto, riporta anche i colori casalesi azzurro e argento a ricordo dell’antica unità.

Nel 2005 furono festeggiati i 90 anni di autonomia, e tra le manifestazioni (fra queste un concerto dei Nomadi) ci fu curiosamente una conferenza sul ruolo dei piccoli Comuni e delle Unioni, presente l’allora presidente della Provincia Giuseppe Torchio.

Da anni Rivarolo del Re fa parte dell’Unione Foedus, assieme a Rivarolo Mantovano (l’antica “Rivarolo fuori”), Casteldidone e Spineda. Il “rischio” quindi è di perdere la tanto ambita autonomia, ma stavolta di propria iniziativa e comunque, al momento, non riunendosi con Casalmaggiore. E’ ovvio che il percorso dell’Unione debba portare verso la futura fusione, e cosa ne penserebbero coloro che 100 anni fa lottarono tanto per l’indipendenza?

LE INIZIATIVE DEL COMUNE

Sull’ultimo numero de “La voce… Comune”, il periodico dell’Amministrazione comunale, vengono presentate le varie iniziative per celebrare il Centenario. La vera e propria “Festa del Centenario” si terrà tra il 10 e il 12 aprile. Venerdì 10 alle 18,30 in Teatro Comunale ci sarà un convegno sul futuro dei piccoli comuni. Sabato 11 sempre a teatro alle 20,30 serata con musica, racconti e storie legate alla nascita del Comune. Domenica 12 infine la festa con Messa in piazza Roma alle ore 11, e a seguire una conviviale preparata dalle locali associazioni con intrattenimento musicale, lancio dei palloncini e altre iniziative; nell’occasione il sindaco raccomanda ai cittadini l’esposizione della bandiera tricolore.

Ma non è tutto qui. Sabato 4 aprile sarà fatto con Poste Italiane l’annullo della cartolina celebrativa del Centenario coi diciottenni, che verrà poi consegnata a tutte le famiglie. In tutte le feste organizzate nel 2015 ci sarà poi spazio per ricordare il Centenario, e verrà anche pubblicato un libro che possa aggiornare la storia della comunità rivarolese.

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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