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Torchio spiega i perché
del ricorso: “Caso
diverso da Piadena”

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Nella foto Giuseppe Torchio

BOZZOLO – Il giorno dopo l’ufficializzazione del ricorso in Appello per annullare la sentenza di decadenza pronunciata dal Tribunale di Mantova, i legali di Giuseppe Torchio hanno presentato alla stampa un documento che, di fatto, contiene in nuce anche i motivi della decisione assunta. “Dall’esame del testo dell’ordinanza del Tribunale di Mantova sulla ineleggibilità del sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio e del consigliere di minoranza Davide Cerasale” sta scritto nel documento prodotto “a seguito di azione giudiziaria promossa dall’altro gruppo di minoranza “Noi di Bozzolo”, emerge una importante differenza rispetto all’ordinanza pronunciata dal Tribunale di Cremona per l’ineleggibiità di Ivana Cavazzini a sindaco di Piadena”.

Motivazione diversa che è sfociata anche in una diversa decisione (Cavazzini, come noto, non ha fatto ricorso e attenderà primavera 2016 per ripresentarsi alle elezioni). “Mentre nel testo cremonese mancano le conclusioni del Pubblico Ministero” precisano i legali di Torchio “in quello mantovano, invece, dette conclusioni vi sono e sono in contrasto radicale con la decisione poi assunta dal Tribunale. Il P.M. nelle cause aventi ad oggetto l’elettorato passivo, è portatore di un interesse pubblico”.

In particolare viene riportato il testo dell’ordinanza mantovana. “Il P.M. intervenuto ha concluso chiedendo rigettarsi le domande dei ricorrenti, non rilevando “vulnus” sostanziale ai beni protetti dalla normativa invocata da parte ricorrente”. Un passaggio che, secondo i legali di Torchio, costituisce “un elemento sicuramente importante per la posizione di Torchio, che non ha recato alcun danno agli altri candidati e che potrebbe essere rilevante nel giudizio di appello”. Da qui la decisione di andare avanti nel ricorso, sospendendo di fatto la sentenza di primo grado.

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