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Slow Town,
la polemica
corre sul web

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Nella foto, il progetto in due dettagli

CASALMAGGIORE – Appena tornata e già fa discutere: non si può dire che a Casalmaggiore non si parli d’altro ma Slow Town è tornato tema caro, e polemico, di molti casalesi. Dopo che un cittadino ha promesso di rivolgersi addirittura alla Procura della Repubblica perché a suo dire questa zona 30 così pensata andrebbe a violare niente meno che l’articolo 432 del Codice Penale, attentato alla sicurezza dei trasporti e dopo che è stato creato pure un gruppo Facebook contrario alla zona 30 di via Baldesio, il Comitato Slow Town ha risposto in particolare all’accusa di avere speso troppo per una sola via del centro, 130mila euro. “Vogliamo chiarire” scrivono dal Comitato “che il costo di realizzazione di 130.000,00 euro non ha alcuna relazione diretta con la messa in sicurezza della strada ed in particolare con la moderazione della velocità dei veicoli a motore realizzata nella sperimentazione Slow Town, quella terminata nel 2014”.

Anche perché, viene precisato, per la posa della segnaletica orizzontale e dell’arredo urbano saranno sufficienti 10mila euro appena. La fase successiva, quella della realizzazione duratura di zona 30 in via Baldesio, andrebbe invece a sanare, come previsto dalla legge, le innumerevoli violazioni al codice della strada che i progetti e le ristrutturazioni precedenti avevano causato in particolar modo nell’incrocio tra via Baldesio e via del Lino e nella rotondina tra via Baldesio, via Romani, via Italia e via Giordano Bruno. Tra i problemi quello relativo al marciapiede di via Baldesio, non a norma perché di larghezza inferiore al metro e mezzo, come in molti punti del centro storico, tanto che se due pedoni si incrociano, uno deve scendere sulla carreggiata, con auto che toccano picchi anche di 80 all’ora, nonostante i limiti.

Con i 130mila euro, dunque, tolto il 15% riferito alla nuova segnaletica orizzontale ed arredo urbano, gli interventi principali saranno tre e di tipo strutturale per mendare errori passati: rimuovere i marciapiedi da via Baldesio, nel tratto da piazza Garibaldi e via del Lino; rifare l’incrocio proprio tra queste ultime due vie, dove al momento non è nemmeno presente un passaggio pedonale, pur essendo uno snodo anche per i pedoni che vogliano passeggiare verso l’argine e il Lido Po; rifare la rotondina finale di via Baldesio con un collegamento sicuro per famiglie con bambini, che si recano al parchetto di via Italia. In questo modo e con queste operazioni, spiegano dal comitato Slow Town, i 130mila euro di investimento sarebbero più che giustificati.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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