Commenta

Pomì, è la tua notte
Cremona assapora il gusto
di una semifinale Scudetto

pomi-evid

Nella foto due momenti di gara-2 dei quarti con Montichiari

CASALMAGGIORE – Gara due contro gara tre. Una differenza certa e due scuole di pensiero: meglio arrivare rilassate e riposate, forti della doppia vittoria nelle prime due partite, oppure allenate e ancora belle tirate dopo essersi giocate tutto nella sfida senza ritorno, la cosiddetta bella? Comunque la pensiate, un dato è sicuro: quella di venerdì 17 per Cremona è una data che non si può dimenticare. Mai infatti la città del Torrazzo, nella sua storia sportiva (riferita agli sport di squadra), era arrivata a giocare una semifinale playoff. Solo la Bissolati, dal 2004 al 2007, giocò gli spareggi Scudetto nella pallanuoto, fermandosi sempre ai quarti di finale.

Intanto i playoff della massima serie in corso sono tornati ad essere molto equilibrati, tra partite che terminano al tie break, due quarti su quattro in gara-2, a Montichiari e a Conegliano, e qualificazioni rinviate, appunto, all’ultima gara utile. Lo scorso anno non era così: si pensi infatti che in nessun caso, né nei quarti né in semifinale, né in finale, nonostante non siano poi mancate le sorprese, si arrivò a gare di spareggio, tanto che anche la finale si risolse a favore di Piacenza contro Busto Arsizio in tre soli match. Poco equilibrio, tanto che al tie-break terminò soltanto, nell’intero tabellone playoff, gara-2 di semifinale tra la Yamamay e Conegliano. L’andazzo, come detto, è tornato quello di una volta: a gara-3, in media, si ricorre in in due quarti di finale su quattro, per restare al primo turno. E tutto sommato ha anche una sua logica il fatto che siano andate alla belle la sfide che opponevano team abbastanza vicini in classifica, di certo più di Novara e Bergamo o di Casalmaggiore e Montichiari. Un dettaglio che rincuora, perché testimonia che, se non altro, i playoff stanno rispecchiando, a grandi linee e Modena-Conegliano a parte, gli equilibri di regular season.

Già, ma torniamo alla domanda di partenza? Meglio chiuderla subito o soffrire fino a gara-3, come accaduto sempre in Modena-Conegliano, da dove è uscita la prossima avversaria delle rosa? Chi ha tempo non aspetti tempo, potremmo rispondere, dando ragione alla tattica Pomì; certo, ma non sarà che poi la furia agonistica sarà più accesa nelle avversarie di venerdì? La statistica, in tal senso, offre un altro assist a Casalmaggiore: nel 2012-2013 chi è andato a gara-3 in due circostanze ha vinto il turno successivo e in un caso l’ha perso; nel 2011-2012 perfetta parità, due vinte e due perse; nel 2010-2011 una sconfitta. Più si va indietro più aumenta l’importanza di chiudere la pratica nel più breve tempo possibile. O almeno questo suggeriscono i numeri presi dal passato. Tre sconfitte su tre nel 2008-2009 per chi è andato in gara-3 nel turno successivo, e due sconfitte su due nel 2007-2008. Nel complesso, negli ultimi sette tornei, fanno undici sconfitte e cinque successi, dunque la “bella” conviene poco. Ad ogni modo, fermiamo pure qui il viaggio sulla Delorean. Tanto, statistiche a parte, conterà come sempre solo il PalaRadi, ovvero il campo. E averlo a favore tre volte su cinque, nel caso in cui stavolta si vada per le lunghe, è decisamente un vantaggio superiore rispetto alle buone notizie giunte dai precedenti della massima serie…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti