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Pomì, rimonta
possibile? Perugia,
Bergamo e Jesi dicono sì

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Nella foto una pausa durante gara-2

CASALMAGGIORE – La tentazione di etichettare come unica l’impresa che ora attende la Pomì – ribaltare la serie contro Conegliano dopo le due sconfitte subite nelle prime due partite – è forte. In realtà questo miracolo è già successo. Perché in fin dei conti è proprio la legge della sport, con la sua imprevedibilità, a lasciare aperte tutte le strade.

Ci sono partite che diventano leggenda, ci sono rimonte che entrano nell’immaginario popolare e lì restano per anni, come memento da tramandare ai posteri. Se davvero Casalmaggiore alla fine di queste serie di semifinale per il momento disgraziata, riuscirà a ribaltare tutto – ora sembra impossibile certo, ma la porta rimane aperta, o meglio socchiusa – allora ci ricorderemo anche delle sconfitte, magari col sorriso. Già ma, retorica e speranza a parte, cosa insegna la storia?

I precedenti vanno, ovviamente, calcolati solo sul periodo playoff Scudetto, introdotti in massima serie a partire dalla stagione 1983-1984 per ravvivare il campionato e aumentare l’incertezza. Le rimonte non sono poche, per cominciare, ma quasi tutte sono da 1-0: già in questo torneo, per dirne due, abbiamo avuto modo di assistere al recupero di Conegliano su Modena e di Piacenza su Busto Arsizio, entrambe ai quarti di finale. In generale in 31 campionati con appendice playoff, l’1-0 è stato ribaltato ventuno volte, tra quarti, semifinali e finali, a prescindere dal fatto che la serie fosse in qualche caso alla meglio delle tre e in qualche altro al meglio delle cinque gare.

Proprio Conegliano – curiosità statistica – è esperta in questa particolare rimonta: oltre al quarto di questi playoff contro la Liu Jo, già due anni fa Conegliano ribaltò prima Villa Cortese ai quarti e poi Busto Arsizio, con l’impresa dell’anno, in semifinale. Sì, ma è quel 2-0 che a noi interessa. Quante volte è accaduto che una squadra, sotto di due partite, abbia ripresa in mano il proprio destino passando il turno: la riposta è semplice, è successo soltanto in tre occasioni. Le rimonte da urlo partono nel 1998-1999: ai quarti di finale Perugia va sul doppio svantaggio con Napoli e poi ribalta tutto. Uscirà, la squadra umbra, subito dopo, contro la capolista Reggio Calabria. Nel 2003-2004 a Bergamo va invece molto meglio: è una serie indimenticabile quella. Le orobiche in finale Scudetto sfidano Novara, perdono per due volte al tie break, poi rendono pan per focaccia con due successi, sempre per 3-2. In gara-5 la Foppa schianta le piemontesi e firma lo storico ribaltone: da 0-2 a 3-2. Proprio quello che servirà alla Pomì, rincuorata da un’altra rimontona, quella di Jesi, che nel 2004-2005 in semifinale ribalta un duplice 3-0 iniziale. La vittima, un anno dopo, è ancora Novara per un risultato ancora più clamoroso, dato che il doppio successo netto delle piemontesi già lasciava presagire un cappotto senza repliche.

Insomma è difficile, difficilissima, quasi impossibile. Già, c’è quel quasi… Che nello sport può voler dire poco ma potrebbe anche significare tutto. Tre casi su un milione, altri tre di squadre che hanno pareggiato da 0-2 a 2-2 per poi perdere gara-5, ma che comunque a gara-5 sono arrivate. Sono soltanto tre piccoli esempi, tre mattoncini di speranza. Ma sono lì per dire che, come sosteneva Yogi Berra, non è finita finché non è finita…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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