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Nuovo palazzetto?
Vertice tra Rossi,
Bongiovanni e Leoni

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Nella foto il vecchio progetto di palazzetto, poi abbandonato

CASALMAGGIORE – Qualcosa si muove. Poi, per carità, potrebbe anche portare ad un nulla di fatto, ma intanto si muove: la sera di mercoledì il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni era al PalaRadi di Cremona a festeggiare le ragazze della Pomì che hanno conquistato un’epica finale Scudetto. Giovedì mattina, assieme all’assessore ai Lavori Pubblici e alla Viabilità Vanni Leoni, è stato invece ricevuto al palazzo di Regione Lombardia a Milano dall’assessore regionale allo Sport Antonio Rossi.

Difficile credere che l’incontro sia stato organizzato senza preavviso, dunque la suggestione della vittoria Pomì su Conegliano come molla per partire alla volta della città meneghina tale deve rimanere. Certo è che l’intero grande cammino della rosa ha giocato un ruolo importante e forse decisivo. Già, ma cosa è emerso dall’incontro? “Non ci sono grandi novità a dire il vero – ha chiarito Bongiovanni – ma incontrare l’assessore regionale significa fare il punto della situazione e anche mostra interesse per la questione. Per il momento è tutto bloccato, ma stiamo valutando alcune strade percorribili. Resta inteso che serve un grande finanziamento da parte di privati, altrimenti il palazzetto rischia di rimanere un sogno”.

Situazione in stand by dunque, anche per un altro motivo: si attende infatti di avere un interlocutore politico “fisso” a Viadana, dunque si attende di capire chi tra maggio e giugno vincerà le elezioni e diverrà sindaco del comune mantovano. Una strada abbastanza gettonata – di questo almeno si è parlato a Milano giovedì mattina – è quella di realizzare un nuovo palazzetto per l’intero Oglio Po, in territorio di Casalmaggiore, ma verso Viadana. Qualcosa di simile a quanto accaduto per l’ospedale, con sede a Vicomoscano, una delle frazioni casalesi più spostata come asse verso il confine mantovano.

Le strade sono quelle che già si conoscono e che Rossi aveva indicato davanti al tetto crollato del PalaFarina: co-finanziamento pubblico-privato, ricorso al Credito Sportivo, aiuto dai bandi regionali ma anche interesse da parte delle società sportive, perché la storia insegna che è molto più semplice a livello burocratico trovare risorse in una collaborazione tra club e Regione, che non tra comune e Pirellone. Insomma tutto rimane in stand by e toccherà avere molta pazienza e tanti soldi (non meno di 2.3 milioni di euro). Ma intanto qualcosa, forse, si muove. E dopo l’impresa su Conegliano (e quella sfumata di un soffio su Novara), il volley torna a sognare una casa comprensoriale.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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