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Mai visto, il Consiglio
sul bilancio dura
7 ore e finisce alle 3

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Nella foto un momento del consiglio comunale

CASALMAGGIORE – Da qualsiasi parte lo si voglia interpretare, il consiglio comunale di giovedì 14 maggio resterà comunque nella storia delle sedute del consesso politico di Casalmaggiore: probabilmente non si erano infatti mai viste sette ore secche di discussione, partite alle ore 20 e debordate fino alle 3.03. Una situazione che ha sfiancato il pubblico presente (l’ultima, stoica, ad andarsene è stata Annamaria Piccinelli poco dopo le 2) per un consiglio che alle volte è parso quasi un braccio di ferro volontario tra maggioranza e opposizione. Emblematico uno scambio di battute, a tal proposito: “Se volete abbiamo viveri in abbondanza e stiamo qui tutta notte” ha detto il consigliere Pierluigi Pasotto, “Facciamo pure, io mi diverto” gli ha risposto il sindaco Filippo Bongiovanni. La maggioranza a ribattere, la minoranza a fare le pulci in particolare al bilancio, comprensivo di tassazioni e opere pubbliche, la cui discussione ha occupato almeno tre ore e mezza della seduta. Viene da chiedersi se non fosse meglio spezzare in due parti l’ordine del giorno, anche perché per ovvi motivi su tempi così lunghi la concentrazione sfuma. Lo stesso presidente del consiglio Marco Micolo, a tratti, ha fatto fatica a riportare l’ordine, con interventi che si sovrapponevano.

L’assessore al Bilancio Marco Poli ha spiegato che continuano i tagli dei trasferimenti statali, con il fondo di solidarietà passato in soli due anni da 1 milione e 443 mila euro e 771mila euro scarsi, circa la metà. “Per questo abbiamo lavorato con attenzione e prudenza” ha spiegato Poli, ringraziando anche la dottoressa Badalotti degli uffici competenti. “Abbiamo pensato ad un Imu che agevolasse aziende e famiglie dato che con il ribasso dello 0.2% i complessi industriali pagheranno 43mila euro in meno, gli immobili commerciali 11mila euro in meno, gli immobili particolari, come le scuole, 7mila euro in meno. Di contro il gettito vincolato del 7.6 per mille deciso dallo Stato porterà a Roma 1 milione e 200mila euro. Una cosa iniqua: lo Stato ci concede 771mila euro e poi si prende circa mezzo milione in più. In pratica paga i suoi debiti con i soldi dei comuni”

E’ rimasta invariata la Tasi, così come l’Irpef e la Cosap (occupazione suolo pubblico), cercando di favorire il centro più che le zone esterne alla piazza, mentre qualche problema è emerso sulla copertura dei servizi, dunque sulle tariffe “anche se abbiamo preservato tutti quelli essenziali, ritoccando da altre parti”. Bene invece, secondo Poli, la riduzione della spesa corrente rispetto al 2014 dell’8.53 per cento, con 8 milioni e 540 inseriti in preventivo, grazie anche al congedo di quattro unità nel personale e all’arrivo della nuova segretaria Francesca Di Nardo, che svolge attività a pieno pur essendo al 60% di servizio con il comune di Verolanuova.

Sui lavori pubblici “abbiamo pensato a opere davvero concrete e sostenibili” ha spiegato Poli, rifacendosi all’adeguamento della scuola primaria di Vicomoscano e alla rotatoria dell’area Cogeme. Il bilancio ha ricevuto un primo plauso dal consigliere di maggioranza Pierfrancesco Ruberti, che ha comunque invitato a ricordarsi delle frazioni, mentre il consigliere di minoranza Calogero Tascarella ha inizialmente contestato i dati sulla Tasi. “Uscendo dai numeri” ha detto Bongiovanni “possiamo dare una buona notizia, dato che il progetto della scuola di Vicomoscano è stato considerato ammissibile e finanziabile, grazie anche al lavoro dell’ufficio bandi sovracomunale con Reindustria. Più preoccupante è il fronte dei contenziosi aperti: dall’arbitrato del Gas, alla questione del teatro di via Corsica. Abbiamo investito anche sulla sicurezza con Speed Check e Targha 193, rafforzato il campo scuola Rotary e mantenuto i servizi. In tutto questo la decisione di abbassare l’Imu è un buon segnale, anche se riconosciamo di averla dovuta alzare e non di poco a luglio. Per le tariffe, l’aumento è più che altro prudenziale, in attesa di novità sulla nuova Isee”.

Il consigliere Orlando Ferroni ha evidenziato alcune criticità. “Non è possibile che l’Asilo Nido costi 470mila euro e porti in cassa 155mila euro. Lo stesso vale per il teatro (193mila euro in uscita, 66mila in entrata) e il Museo dei Bijou (76mila in uscita, 12mila in entrata. Sulla refezione scolastica avete lavorato bene, siamo quasi in pareggio, ma va fatto di più. Altrimenti qui renderanno solo i morti e i parcheggi. Insisterei molto sulla compartecipazione pubblico-privato”.

Il riferimento alle perdite nel settore Cultura ha suscitato un primo animato dibattito. L’assessore alla Cultura Pamela Carena ha difeso le scelte spiegando che sul teatro si è diminuito il cachet, trovando nuovi sponsor e mantenendo comunque un alto livello: “E sullo Zenith (il cui utilizzo era stato caldeggiato da Ferroni, ndr) ci stiamo muovendo”. Ruberti invece ha spiegato che la Cultura va difesa, essendo un costo economico ma un guadagno sotto altri aspetti. Il consigliere di maggioranza Giuseppe Scaglioni ha appoggiato Ruberti pur riconoscendo “che le forbici tra entrate e uscite sono importanti e questo deve portare a una riflessione nel tempo”. Pasotto ha ironicamente spiegato di non riconoscere più questo consiglio. “Il vostro sindaco ha attaccato sempre la cultura quando era in minoranza e ora la difendete? Ci fa piacere, ma sarebbe giusto tenere lo stesso atteggiamento coerente in maggioranza come in opposizione, come facciamo noi. Altrimenti si va nella doppia morale”.

Pasotto è poi passato ad attaccare Poli. “Avete fatto qualche simulazione su Isee e tassazioni? Ci risulta, da qualche calcolo molto spiccio (Pasotto ha riportato alcuni esempi concreti, ndr) che sui servizi a domanda individuale verranno vessate in particolare le famiglie con reddito Isee 24mila, che non sono i cosiddetti poveracci, ma una famiglia media. Il bilancio è sempre in pareggio, ma non è giusto gravare su determinate fette di popolazione, dimenticandosi dei Marchionne (identificato come esempio di ricchezza, ndr) o di chi può permetterselo. Per questo il nostro giudizio sul bilancio è pessimo”.

“Lei, Pasotto, è fuorviante e il suo discorso contiene parecchie imprecisioni” ha risposto piccato Poli “. E comunque abbiamo fatto tutte le simulazioni del caso, riunendoci 2-3 volte al mese. Sull’Asilo Nido (che Pasotto aveva citato nel suo discorso come esempio di servizio, ndr) parliamo di 49 utenze su 15mila e comunque si tratta di una struttura che ha i prezzi migliori dell’intera provincia di Cremona. Sugli anziani con disabilità, con la nuova Isee rischiano di pagare meno, non di più. Non ci sentiamo aguzzini, anzi abbiamo presentato un bilancio equo e migliorato”.

Qui onestamente la discussione è spesso finita fuori tema, con la minoranza a rinfacciare alcuni episodi del passato. Tascarella ad esempio ha letto una lettera di Pamela Carena scritta all’allora giunta Silla come esponente dell’associazione Muvs, datata 27 marzo 2013, in cui si chiedeva conto del finanziamento soltanto al Gruppo Il Torrione e non ad altri gruppi locali, “anche se poi questo finanziamento è stato confermato anche dall’attuale giunta dove Carena è inserita” ha attaccato Tascarella. “Vero, ma almeno noi abbiamo contattato tutti, vedendo cosa potevano offrire e poi abbiamo deciso. A suo tempo l’assessore Ettore Gialdi non contattò nessuno”. Il consigliere Fabio Boldrini, considerando anche l’andazzo debordante della discussione, ha invece invitato la minoranza a presenziare alle commissioni, per arrivare già con alcune conoscenze sulle decisioni prese ed evitare in questo modo lungaggini. “Non veniamo” ha ribadito Pasotto “perché non è giusto che i controllati si scelgano i controllori”, riferendosi alla scelta della maggioranza di non mettere nessuno del gruppo di centro-sinistra nelle varie partecipate del comune.

“Stiamo spendendo meglio, non meno” ha tagliato corto Bongiovanni “. E stiamo recuperando la copertura del servizio, anche sulla Cultura. Mai stato contro la Cultura, ma sono a favore di una migliore copertura, appunto. Non ho scelto io del resto di mettere un direttore artistico a tempo indeterminato, e lo stesso Giuseppe Romanetti sa come la penso, anche se stiamo collaborando bene”. Sui rapporti con la minoranza nelle partecipate Bongiovanni ha evidenziato che “a differenza di quanto accadeva con Silla sindaco, quando le tre minoranze si parlavano e proponevano un nome, stavolta questo non accade. E’ ovvio che a quel punto la maggioranza deve comunque muoversi”.

Ogni assessore è poi entrato nel merito della propria partita. Gianfranco Salvatore ha evidenziato, difendendo le scelte pro famiglia e a favore di una ricostruzione del tessuto sociale, l’avvio di tre progetti: uno contro il gioco d’azzardo patologico, uno a favore dell’affido famigliare e uno per abbellire la Casa al Mare di Forte dei Marmi, lasciata un po’ all’incuria nell’ultimo periodo. Sara Valentini ha sottolineato la riorganizzazione del servizio mensa, puntando sulla qualità prima che sul prezzo, respingendo le accuse di tagli alla scuola. Vanni Leoni ha ricordato i lavori pubblici inseriti nel contesto del centro di Casalmaggiore e rilanciando anche piani trasversali fuori dall’elenco delle opere pubbliche, come l’idea della rotonda ex Lidl, oltre a quello della sistemazione della Gronda Nord, per la quale però servono 500mila euro. Carena ha ricordato diversi progetti culturali sul Diotti, sulla scuola di Disegno Bottoli con il corso di intaglio, e del “Nati per leggere”, altro progetto con ottimo mordente. “Ricordo inoltre che da giovedì il nostro comune è in Cascina Truilza nel padiglione della società civile di Expo, mentre abbiamo aderito all’iniziativa di Marco Nereo Rotelli, che ha donato una sua scultura alle Valli del Pasubio, simile a quella presente alla elementare Marconi dal titolo “Contro ogni guerra”.

Alle domande dell’opposizione, i vari assessore hanno difeso le scelte. Nello specifico Salvatore ha spiegato che il Carrello Alimenti aumenterà del 50% il prossimo anno, mentre il Progetto La Rete ha raccolto 40mila euro circa per ora. Valentini ha dichiarato di avere diminuito da 5mila a 3500 il fondo sulle Pari Opportunità, dato che al momento era un costo più sostenibile e più vicino all’effettivo bisogno, e che nessun taglio è stato effettuato, tanto è vero che tutte le progettualità sono ancora in piedi. Tascarella ha in particolare attaccato sul discorso mensa per la presenza di pane fornito da una ditta di Brescia e di bottigliette di plastica anziché di vetro. “Parlate di non fare rifiuti e date bottiglie di plastica? E sul pane non si potevano favorire ditte o fornai locali?”. “La ditta ha ha vinto l’appalto ha facoltà di scegliere a chi appoggiarsi. E comunque quel pane è biologico” ha risposto Valentini. Leoni ha respinto le accuse di avere presentato in Regione sulla rotatoria Cogeme un piano economico non preciso. “Certo, non faccio nomi di sponsor e privati, con i quali sto parlando, se prima non ho la certezza definitiva. Non siamo al bar, le voci non contano nulla” ha detto l’assessore “ma puntiamo a raccogliere 175mila euro, oltre ai 175mila già ottenuti con la risoluzione della questione Veryflon”.

Scoccavano le 2.14 di notte quando Tascarella ha infine tuonato che “questa giunta fa macelleria sociale, con la volontà quasi scientifica di colpire determinate fasce di popolazione. Vi coprite dietro al millantato rispetto per la famiglia, ma colpite proprio loro. Il suo capo Salvini (leader della Lega, ndr), caro sindaco, verrebbe giù coi forconi se vedesse come sta lavorando”. Una dichiarazione forte che ha suscitato un “oooooh” tra sorpresa e scherno da parte dei banchi della maggioranza. Ma a quel punto, a quell’ora, la lucidità è per lo meno bastata per fare passare il bilancio con 12 voti favorevoli, due contrari (Pasotto e Tascarella) e l’astensione di Ferroni.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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