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Sabbioneta, quella
mostra del 1937 che
coinvolge ancora oggi

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Nella foto un momento della presentazione

SABBIONETA – Un folto e qualificato pubblico ha partecipato, nella Sala Rosa di Palazzo Forti a Sabbioneta, alla presentazione del libro di Paolo Bertelli “Immagini sovrane – La Mostra Iconografica Gonzaghesca del 1937”. Alberto Sarzi Madidini, promotore e coordinatore dell’incontro, ha illustrato le ragioni per cui il volume viene presentato anche a Sabbioneta, città che ha fornito alcune delle opere in esposizione. In particolare è da mettere in risalto lo spostamento a Mantova delle sculture lignee e di quella di Leone Leoni, opere che sono uscite da Sabbioneta solo in rarissimi casi.

Hanno portato i saluti istituzionali il sindaco Aldo Vincenzi, che ha ricordato l’importanza per Sabbioneta della mostra del 1927, e l’assessore all’UNESCO del Comune di Mantova Celestino Dall’Oglio. Il coordinatore dell’Associazione Postumia, Nanni Rossi, ha sottolineato che si era persa la memoria storica dell’evento, realizzato in occasione del primo grande restauro della Reggia, e che oggi si fanno tante mostre ma quella del 1937 aveva un respiro che andava oltre il contingente. Il direttore della rivista “Postumia” Roberto Navarrini ha ricordato che il lavoro di Bertelli è stato possibile perché dopo 70 anni sono stati desecretati gli atti e i documenti di archivio.

L’autore, Paolo Bertelli, ha ricordato che la mostra fu un evento solenne, visitato da quarantamila turisti tra i quali personalità, studiosi e storici dell’arte da tutto il mondo. Furono esposte centinaia di opere giunte dai maggiori musei d’Italia e d’Europa. Anche Sabbioneta ebbe un ruolo importante avendo prestato alcune opere di alto valore artistico e simbolico. Nelle sale del Palazzo Ducale di Mantova arrivarono, infatti, la statua di Vespasiano Gonzaga, opera bronzea di Leone Leoni, la cavalcata gonzaghesca, i busti sopravvissuti all’incendio di inizio ‘800 e i calchi degli altorilievi gonzagheschi della Galleria degli Antenati.

Bertelli, nella cospicua documentazione esaminata a partire dal 2007, ha scoperto che ci furono attriti tra il parroco di Sabbioneta e i responsabili della mostra mantovana per il prestito delle opere; alla fine si addivenne ad un accordo: Mantova fornì un centinaio di biglietti gratis e un bus navetta tra le due città. Tutte le opere sabbionetane furono disposte nella Sala di Manto in Corte Nuova ove costituirono il solenne ingresso alla mostra.

L’autore ritiene che l’attuale collaborazione tra Mantova e Sabbioneta nel sito unico UNESCO sia molto propositiva. Hanno chiuso l’incontro lo storico dell’arte Giovanni Sartori che ha fatto un’analisi del periodo storico fascista relativamente alla storia dell’arte soffermandosi in particolare sulla grande mostra sulla cultura italiana organizzata a Londra e il direttore della Nuova Cronaca di Mantova, Werther Gorni, che ritiene che Mantova sia debitrice nei confronti di Sabbioneta per le molte opere che tiene in deposito. Il volume di Paolo Bertelli, pubblicato col concorso del Comune di Mantova, dell’Università degli Studi di Verona e dell’Associazione Postumia, con i tipi Publi Paolini di Mantova è reperibile presso l’editore e le migliori librerie.

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