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Dietro le quinte
del voto a Viadana:
i Calabresi “dimenticati”

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VIADANA – Non si parla più dei Calabresi di Viadana. Di loro ci si ricorda solo in occasione di presunti coinvolgimenti con la mafia e la ‘ndrangheta, gettando ombre e sospetti in qualche caso generici e fumosi. Eppure rappresentano una forza lavoro notevole con le numerose attività nel settore edile con tanti muratori, imbianchini e decoratori specializzati.

La loro presenza sul territorio tocca diverse migliaia di unità e potrebbe tornare molto utile in questa fase elettorale viadanese. “Nessuno dei candidati ci ha mai contattato – confessa Gerardo Grande, colui che rappresenta per anzianità e carisma tutto il gruppo del sud Italia a Viadana – ed io con la mia famiglia domenica scorsa me ne sono andato al mare. Non potrei votare la Lega ma non perché sono meridionale. Sono stato consigliere comunale nella giunta di Parazzi quando la Lega era agli albori. Mai nessuno in quell’ambiente si era mai permesso di dare del mafioso a qualcuno. E non voterei nemmeno Federici, il quale non ci ha mai avvicinato come fossimo contagiosi. Vede come si comporta?” sottolinea indicando il candidato del Pd che passa  lì vicino senza guardarlo. Secondo Gerardo Grande c’è disinteresse da parte dei politici locali che spinge ora una buona parte dei calabresi, non tutti ovviamente, a disertare le urne. Un vero peccato perché la loro consistenza numerica potrebbe determinare la differenza tra un candidato e l’altro.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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