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Viadana, la crisi
dei partiti alla vigilia
del ballottaggio

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Nella foto, il municipio di Viadana

VIADANA – La Liguria è lontana da questo territorio eppure gli effetti elettorali devono aver influito negativamente anche su Viadana. Un parere, questo, che arriva da un osservatorio competente dove di politica si mastica da tempo sapendo quindi tracciare un’analisi coerente con quello che è successo domenica al primo turno delle elezioni amministrative. Così come alle regionali genovesi la divisione del Pd ha favorito l’affermazione del centrodestra, anche Nicola Federici a Viadana ha sofferto di analoghe lacerazioni impedendogli di battere il leghista Giovanni Cavatorta. A confermare tale visione ci sono anche i cosiddetti voti disgiunti, un centinaio di preferenze emerse dallo spoglio della lista “Viadana Democratica” dove anzichè attribuire il voto di preferenza al capolista Roberto De Martino molti hanno preferito scrivere Cavatorta. Discrepanza emersa soprattutto nella sezione di Viadana-Carrobbio con il conseguente sospetto che si sia trattato non di un voto ideologico ma un voto di contrapposizione personale (nello stesso elenco  erano compresi ex consiglieri comunali come Silvio Perteghella e Paolo Zanazzi). Una lista di sinistra che riversa preferenze ad un candidato leghista non entra in nessuna casistica. A meno che si faccia riferimento ad evidenti segnali percepiti durante il famoso incontro pubblico in cui Cavatorta si era sbilanciato proponendo un posto da assessore allo stesso De Martino, svelando, magari inavvertitamente, accordi di bottega inconfessabili.

Sin qui la sinistra. Ma sul fallimento del centrodestra e gli scarsi risultati dei moderati cosa può avere influito? Forza Italia e Ncd a Viadana hanno registrato, con il loro 2,8%, il crollo più elevato a livello nazionale. La responsabilità in questo caso viene attribuita alle rispettive Federazioni provinciali di Mantova che nei mesi scorsi non hanno avvallato il progetto di istituire le primarie affinchè fossero i cittadini a scegliere i candidati più autorevoli a rappresentare i due movimenti. A Viadana Fi e Ncd dal 15 % delle Europee sono passati a percentuali insignificanti che non hanno portato alcun contributo alla lista Breveglieri, di cui erano sostenitori. Più che un problema di aggregazione l’opinione diffusa è che si tratti di scarsa rappresentanza territoriale. Nemmeno la Lega però nonostante il successo, ha splafonato avendo da sola raccolto solo il 13% dei voti. Il resto è arrivato dalla cosiddetta  civica “arancione” intercettando tutti quei moderati che non si sono riconosciuti in un proprio movimento, portando così Cavatorta a quel 35% che gli attribuisce un indiscutibile successo.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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