Commenta

Nando Sanvito e il filo
invisibile che scompiglia
lo sport e la vita

nando-sanvito-ev

Nella foto, Nando Sanvito nell’Auditorium Santa Croce

CASALMAGGIORE – “La forza dell’imprevisto”, un titolo dietro al quale Nando Sanvito snocciola un elenco di eventi sportivi condizionati da episodi, spesso fatti negativi che però col tempo mostrano il loro risvolto sorprendentemente positivo. Oppure fatti di cronaca condizionati da eventi sportivi, o ancora grandi sconfitte che col tempo diventano vittorie.

A legare questi avvenimenti, una specie di filo invisibile che non ci è dato conoscere nel suo vero significato, chiamiamolo destino, ordine superiore o quant’altro, sta di fatto che dobbiamo farci i conti. Il noto telecronista Mediaset ha tenuto un partecipato incontro martedì sera, 9 giugno, presso l’Auditorium Santa Croce di via Azzo Porzio, invitato dal consigliere comunale di Casalmaggiore delegato allo sport Giuseppe Scaglioni.

Lo stesso Scaglioni ha introdotto la serata, sostenendo che lo sport ha valori che travalicano un mero elenco di risultati. E Sanvito ha poi spiegato il concetto, snocciolando una serie di episodi in cui la mano del destino ha cambiato i piani umani e sportivi, producendo risultati sorprendenti.

E dunque ecco la semifinale di Coppa Italia del 2003 tra Inter e Juventus, con il gol al 94’ di un difensore (Daniele Adani) che consente di rintracciare un ragazzino, bresciano come lui, scappato da casa grazie alla maglietta con dedica speciale. Una maglietta che aveva indosso solo lui, che segnava così raramente, ma che sentiva che sarebbe stata, quella, una serata speciale. E poi la vicenda incredibile del nigeriano Francis Obikwelu, velocista naturalizzato portoghese che raggiunse l’argento olimpico dei 100 dopo che aveva lasciato per grossi guai fisici e fu ripescato dal suo tecnico mentre era un muratore clandestino in Algarve. E ancora la storia di Sandro Gamba, campione di basket e vincitore da tecnico dell’Europeo 1983: il 25 aprile 1945 una bomba esplose mentre giocava a basket a Milano, solo in extremis non gli fu amputata la mano, ma quell’handicap gli consentì di utilizzare con gli stessi risultati entrambe le mani, il che, come ammise anni dopo, fu la sua vera arma segreta.

Drammi antichi che si sviluppano in tesori moderni, come quello di Ezio Tricoli, l’allevatore di decine di grandi campioni della scherma a Jesi. Tricoli fu fatto prigioniero in Africa a fine anni Trenta e sbattuto in un campo di concentramento presso Pretoria che ospitava 100mila prigionieri. Per puro caso lì imparò la scherma, e le medaglie d’oro in serie guadagnate dagli atleti di Jesi non si sarebbero ottenute senza quel fatto tragico.

Grandi sconfitte che diventano successi inestimabili, come la corsa olimpica di Dorando Pietri a Londra 1908, quando raggiunse vette incredibili di popolarità che gli consentirono successive vittorie e guadagni notevoli. E ancora il legame tra lo sfortunato Fabio Casartelli (morto al Tour de France) e il suo capitano Lance Armstrong, personaggio emblematico del ciclismo moderno, e l’isolamento che vide protagonista l’americano ma coinvolto tutto il mondo delle due ruote ai danni di Filippo Simeoni, il primo pentito del doping nel ciclismo. «La figura di Armstrong – ha detto Sanvito – è emblematica dell’animo umano, capace di unire comportamenti eroici ad altri spregevoli».

Per chiudere, non potevano mancare i casi di partite di calcio in cui era evidente l’accordo tra i giocatori di diversa sponda per un risultato concordato, ma anche qui il destino spesso ci mette lo zampino facendo saltare il patto, attraverso una deviazione involontaria o il contributo di un ragazzino inconsapevole. L’utilizzo, alle spalle del relatore, di un megaschermo per proiettare le immagini ha reso ancor più efficace l’eloquio del giornalista, che ha chiuso così: «Io vedo un filo che attraversa queste storie, un destino che ci spiazza e che non possiamo dominare».

Prima dei saluti, è intervenuto Andrea Devicenzi, il campione paralimpico di Martignana Po. Se la materia è quella di una sliding door, un evento inatteso che scompiglia le carte ma che può regalare exploit assolutamente inattesi, chi meglio di Andrea può vestire i panni del docente?

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti