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Slow Town, lettera al
comune: “Perché in via
Baldesio è tutto fermo?”

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Nella foto via Baldesio quando era Slow Town

CASALMAGGIORE – “Vi chiediamo perché ad oggi non è ancora stato completato l’intervento di moderazione in via Baldesio così come previsto dalla delibera comunale del Dicembre 2014?”. Inizia così la lettera che il Comitato Slow Town nelle scorse ore ha indirizzato all’amministrazione comunale di Casalmaggiore per chiedere lumi riguarda la situazione di via Baldesio, simbolo della zona 30 oltre che primo teatro di questa rivoluzione.

“Nella riunione di presentazione del progetto da parte dell’architetto Dondè del 28 novembre 2014 si stabilì che, in attesa di recuperare i fondi per l’intervento definitivo, viste le elevate velocità rilevate, si sarebbe attuato nel più breve tempo possibile un mini intervento di moderazione – ricorda la lettera del Comitato – . Il 9 aprile 2015, in grande ritardo rispetto agli impegni presi, si sono predisposti nuovi stalli di parcheggio con segnaletica a terra. Tale intervento però non fu completato come da progetto dell’architetto Dondè. L’intervento di moderazione, infatti, è mancante nella parte che prevede l’installazione di cinque vasi (due all’altezza della Cassa Rurale e tre all’altezza di Palazzo Melzi) ed alcuni paletti a protezione dei pedoni all’altezza del civico 72. Con questa modalità si può sistemare immediatamente l’incrocio tra via Baldesio e via del Lino. Il restingimento della carreggiata con il posizionamento dei paletti è sufficiente a mettere in sicurezza l’incrocio, permettendo agli utenti deboli (Pedoni e Disabili) di attraversare la strada. Il flusso di persone che passano da piazza Garibaldi al Lido Po attraversando quell’incrocio è notevole. Anche l’ultimo tratto della via può essere rigenerato spostando gli stalli dei parcheggi con segnaletica a terra e qualche paletto. Questa modalità fra l’altro, in attesa di recuperare i fondi, potrebbe essere utilizzata anche in altre vie per interrompere i rettilinei e costringere le auto nelle corsie a tre metri a ridurre la velocità a 30 km/h”.

Una mancanza decisiva secondo il Comitato Slow Town. “Senza questo completamento di fatto la moderazione della velocità dei veicoli non è effettiva. La strettoia creata davanti a palazzo Melzi, che ha visto l’installazione di 4 nuovi stalli auto, in questi ultimi due mesi, sta creando un’ulteriore situazione di pericolo per l’utenza debole, perché senza vasi le auto procedono a velocità sostenuta oltre ai limiti potendo tagliare la curva, invadendo le strisce del parcheggio disabili, che per la maggior parte del tempo è libero. Visto che i paletti e i vasi sono nella disponibilità del Comune da mesi, perché ad oggi non sono stati posizionati sulla via pur sapendo che senza di essi l’intervento di moderazione non funziona?”.

Il passaggio successivo riprende anche il passaggio a Casalmaggiore della carovana Vento. “Il non completamento dei lavori entro il 2 giugno scorso ha causato una grave perdita di immagine per il Comune di Casalmaggiore e per il territorio nel suo complesso. Infatti i componenti della carovana Vento si sono dimostrati molto sorpresi e delusi nel ritrovare la via Baldesio completamente cambiata rispetto all’anno scorso. Ai Rappresentanti della Fondazione Cariplo presenti alla conferenza sulla Mobilità Nuova a causa di questo ritardo non è stato possibile mostrare alcunché. Il Comitato in questi mesi si è molto impegnato affinchè la carovana Vento si fermasse a Casalmaggiore, abbiamo realizzato ed organizzato tutto ciò che ci eravamo presi l’impegno di realizzare ed organizzare a nostre spese, il Comune invece non ha fatto altrettanto. Perché?”.

L’ultima critica, sempre sullo stesso tema, prende in esame un’occasione persa, almeno secondo lo stesso Comitato. “Seppure nessuno ce lo abbia comunicato ufficialmente, il Bando Cariplo Comunità Resilienti da noi segnalato al Comune a fine 2014 non è stato presentato entro il 29 maggio. A due settimane dalla scadenza, nonostante i nostri solleciti, nessuno aveva ancora contattato l’ente specializzato in accessibilità, che si era detto disponibile a partecipare. Come chiarito con i Rappresentanti della Fondazione Cariplo il 2 giugno non vi era alcun impedimento a questo ente ad essere il capofila del progetto nonostante abbia sede fuori Regione Lombardia. Non capiamo quindi perché si sia aspettato fino all’ultimo per contattarli e poi si sia deciso di dirottare la richiesta sull’Associazione Persona Ambiente che era da noi già stata esclusa il 25 febbraio, in quanto non in possesso dei requisiti necessari a fare il capofila, ma eventualmente a partecipare esclusivamente come partner e lettera di sostegno come di solito accade in questi casi”.

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