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Cavatorta sfonda
al 68.71 %: “Incarniamo
voglia di cambiamento”

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Nella foto Cavatorta indossa la fascia e il saluto con il commissario prefettizio

VIADANA – Già i primi minuti di scrutinio avevano messo in chiaro un dato che piano piano non ha fatto altro che confermarsi: quando poi, sesto seggio in ordine di tempo ad arrivare, anche il feudo del centro-sinistra di San Matteo è caduto per una trentina di voti in mano a Giovanni Cavatorta, s’è capito che dopo due decadi Viadana aveva cambiato bandiera. Come Casalmaggiore, altro polo portante del comprensorio Oglio Po, passato al centro-destra, in quel caso addirittura per la prima volta nella storia da quando la politica ha subito una profonda spaccatura tra due correnti.

Cavatorta ha vinto con indubbio merito, mentre Nicola Federici ha pagato colpe probabilmente non soltanto sue, mettendoci comunque la faccia in un momento in cui il Partito Democratico sta pagando una flessione anche a livello nazionale e cercando di mendare, tra le altre cose, il peccato del commissariamento prefettizio, che il popolo di Viadana ha evidentemente accostato in particolare alla corrente di centro-sinistra, che ha governato fino al maggio scorso.

Cavatorta ha vinto con il 68.71%, un plebiscito, con Federici fermo al 31.29%: del resto la rimonta che toccava al candidato Pd era davvero improba. Doveva riprendersi quasi 1500 voti, invece è arrivato a circa 3000 voti di distanza. Il nuovo sindaco ha trionfato in tutti e sedici i seggi: a Viadana Santa Maria (due seggi) s’è preso 755 voti contro 331; nei tre seggi di Viadana Centro Cavatorta s’è attestato a quota 1101 contro i 471 di Federici; e ancora a Viadana Carrobbio (due seggi) Cavatorta 929 voti contro 409 di Federici; a Cogozzo (due seggi) Cavatorta a quota 737 e Federici a 302; a Cicognara Cavatorta a 383 e Federici a 145. Ma se parliamo di frazioni Cavatorta ha vinto anche a Buzzoletto (243-78), Salina (166-54), Casaletto (174-82), Bellaguarda (93-53), San Matteo (224-191) e Cizzolo (217-171). In totale Cavatorta raccoglie 5.022 voti contro i 2.287 di Federici. Difficile contestare tale distanza di voti, nonostante una componente da non sottovalutare, quella dell’astensionismo, vicino al 50%.

Cavatorta ha festeggiato assieme alla sua squadra con una maglietta che riporta una celebre strofa di Giorgio Gaber: “Libertà è partecipazione”. “Ho scelto di mantenere un basso profilo anche dopo il primo turno – spiega il neo sindaco – perché sapevo che iniziava una nuova partita col ballottaggio. Il risultato è storico, perché netto e perché rispecchia l’idea di cambiamento: siamo però andati oltre le aspettative specie in frazioni dove solitamente abbiamo faticato e sempre perso. La gente ha capito il senso civico del nostro progetto e ora siamo tenuti a riportare la normalità dopo oltre un anno di commissariamento che Viadana ha sofferto. Una vittoria tanto netta mi dà grande soddisfazione, ma mi carica anche di enorme responsabilità”.

Tra i primi obiettivi “creare una squadra forte, anche perché parlare di poche priorità è difficile: a Viadana c’è tantissimo da fare e il percorso è di fatto segnato: credo di avere mantenuto buoni rapporti con tutte le forze politiche e così voglio continuare”. A tal proposito un pensiero sullo sconfitto. “Nicola (Federici, ndr) mi è venuto incontro ieri sera e si è complimentato: è stato un bel gesto, molto sportivo, che ho apprezzato. C’è rispetto e credo che quando si parla di una cittadina piccola come la nostra Viadana, i colori politici vengano dopo: noi dobbiamo portare avanti un percorso che possa essere condiviso, anche dalla minoranza. Su certi problemi serve l’apporto di tutti per uscire a testa alta e migliorare la situazione”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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