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Sanità, sindaci riuniti
a Viadana: si teme per
la perdita di servizi

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Nella foto, la riunione dei sindaci

VIADANA – “Un grande scatolone nel cui interno c’è il timore di trovarci brutte sorprese”. Per altri invece una semplice minaccia giornalistica senza alcun catastrofismo come paventato dalla stampa. Fatto sta che il rischio che il distretto sanitario di Viadana passi sotto quello di Cremona di colpo ha fatto muovere tutti i sindaci del territorio da Viadana a Bozzolo, da Marcaria, San Martino dall’Argine, Gazzuolo e Commessaggio convocati venerdì da Vincenzo Madeo che è il presidente della conferenza dei sindaci. Presenti anche il direttore generale dell’Asl di Mantova Mauro Borelli, il direttore sanitario Maurizio Galavotti e Renzo Boscaini del distretto viadanese. Al termine delle circa due ore di dibattiti e discussioni è stato deciso di redigere un documento comune per chiedere alla Regione di non far calare decisioni dall’alto a danno dei cittadini. Oltre a formare una delegazione per discutere direttamente delle scelte che si vorranno prendere.

Molto netto e chiaro il sindaco di Dosolo Madeo, che ha parlato anche nelle vesti di medico curante avanzando le preoccupazioni che lo spostamento di un distretto possa significare perdita di servizi. Preoccupazioni rimarcate da Pino Baruffaldi, primo cittadino di Pomponesco, inflessibile nell’accusare la politica di vertice di aver penalizzato il territorio al punto da affermare che i direttori generali si potevano anche mandare a casa. Una disanima pessimistica delle conseguenze future anche da parte di Ercole Montanari della consulta d’area, che ha ribadito come il territorio non intenda più farsi prendere per i fondelli.

Meno pessimisti sui cambiamenti che la commissione sanitaria sta predisponendo sia i sindaci di Casalmaggiore e Viadana, Filippo Bongiovanni e Giovanni Cavatorta, che il consiliere provinciale Cedrik Pasetti. Quest’ultimo dopo uno scontro  verbale con il sindaco Torchio si è però preoccupato di chiedere garanzie affinchè l’Ospedale di Bozzolo possa continuare a sperare nella sua sopravvivenza come Presidio Ospedaliero territoriale. In sostanza nessuno tra i partecipanti alla riunione ha voluto manifestare atteggiamenti campanilistici. Passare sotto la cupola di una Asl (che presto cambieranno nome e zone di competenza) all’altra non conta molto. Importante non perdere nessuno dei servizi fondamentali per la popolazione. Anche se la sensazione che qualcosa di diverso possa invece accadere, traspariva dai commenti dei molti sindaci presenti. Alla fine il vicesindaco di Marcaria Carlo Alberto Malatesta ha annunciato che i temuti emendamenti erano stati spostati a data da destinarsi, come comunicatogli in diretta con sms da parte di un consigliere regionale.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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