Un commento

Il fenomeno dei
barbieri “abusivi”:
un lettore segnala…

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Nella foto lo scatto inviato alla nostra redazione

CASALMAGGIORE – Un rito, quello del barbiere a domicilio, che specialmente nei Paesi stranieri non suscita nemmeno curiosità essendo praticato ed esercitato con normalità. Basta fare un giro a Marrakech, per esempio, per vedere la famosa piazza Jemaa El Fna, pullulare di folkloristici personaggi con lo sgabello sulla schiena e il rasoio tra le mani pronti a far accomodare clienti abituali o turisti incantati da quel colorato e rumoroso commercio ambulante. Ci si siede all’aria aperta e le scarpe sotto le loro mani tornano a luccicare come stelle nel firmamento così come la pelle diventa liscia come nemmeno un’estetista professionista forse saprebbe fare.

Anche a Casalmaggiore, come in tutta Italia, questo tipo di estemporaneo costume sta lentamente attecchendo suscitando sorpresa e reazioni in coloro che vedono l’attività esercitata in maniera sleale nei confronti di chi la professione la svolge regolarmente. Nel cortile di un condominio di via Porzio ad esempio una residente ha scattato e inviato ai giornali la foto in cui si vede un barbiere africano in piedi mentre sistema barba e capelli ad un connazionale. Un rito, più che una professione che coinvolge tantissimi  extraeuropei dove certamente conta il risparmio rispetto ai negozi tradizionali, ma che prende spunto più che altro da una tradizione, una cultura e uno spirito d’amicizia e solidarietà appartenente a quel popolo.

Ad ogni modo, in attesa che la Guardia di Finanza accerti l’eventuale evasione fiscale per i barbieri che esercitano nei cortili delle abitazioni, segnaliamo questa situazione, aggiungendo all’eventuale categoria di chi “dimentica” lo scontrino fiscale anche quella dei cosiddetti barbieri “fai da te”.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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Commenti
  • Matteo Bottoli

    Si si amicizia tradizione solidarietà cultura…pagami la tasse e sostieni la mia economia poche balle! Questo è abusivismo e basta. Non siamo in qualche paese esotico dove esiste la legge della giungla. Almeno per ora.