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Riforma sanità,
a Bozzolo i sindaci
alzano la voce

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Nella foto, il  tavolo dei relatori

BOZZOLO – Un coro unanime si è alzato in sala civica a Bozzolo mercoledì sera, in occasione della riunione dei sindaci avente come tema la riforma sanitaria che da regionale avrà ripercussioni locali, con accorpamento dell’Asl di Cremona e Mantova e il conseguente passaggio del distretto viadanese sotto l’egida cremonese. “L’aspetto più malinconico, per non dire sconvolgente, è che decisioni importanti come quella della riforma sanitaria vengano prese all’insaputa dei cittadini”: questo in nuce quanto espresso dai primi cittadini presenti all’assemblea convocata dai tre consiglieri regionali, Annalisa Baroni di Forza Italia, Marco Carra del Pd e Andrea Fiasconaro del Movimento 5 Stelle. Un sentimento di solitudine, abbandono e mancanza assoluta di considerazione che ha spinto il sindaco di Dosolo Vincenzo Madeo a ritenere che a Cremona perduri un clima di onnipotenza ereditato dall’epoca del Ras. E’ in atto una vera e propria lotta di quartiere tra Mantova e Cremona, ognuna delle quali non vuole perdere i servizi che la riforma al vaglio in questi giorni in Regione sta per introdurre attraverso il cosiddetto “libro bianco”, che adesso pare abbia assunto tinte fosche per non dire nere. Con decisioni prese sulla testa dei sindaci dai quali prossimamente andranno a bussare i cittadini a lamentarsi di questo o quel servizio sociosanitario modificato, per usare un eufemismo. Alla base di tutto c’è da considerare che niente è più come prima, costretti alle cosiddette “economie di scala” come ha precisato Annalisa Baroni moderatrice del dibattito. Davanti a ciò le aggregazioni sono un provvedimento inevitabile: “Meglio stare da soli o unirsi con altre realtà da cui prelevare specializzazioni che al Poma non riusciamo ad avere?”: si è chiesto il direttore generale dell’Ospedale di Mantova Luca Stucchi a cui si sono contrapposti i pareri di quasi tutti gli interventi sia dei sindaci sia degli operatori sanitari e quelli privati come Guerrino Nicchio convinti che una omogeneità con il territorio di Cremona non potrà mai  esistere. “Alla potentissima Brescia non possiamo chiedere nulla perchè ci riderebbero in faccia “ ha ricordato la Baroni che alla fine ha proposto di sottoscrivere dai sindaci un documento in cui pretendere che a Mantova venga istituita la direzione di questa prossima e inevitabile fusione di enti sanitari. I tempi sono stretti perchè lunedì la decisione sarà votata in Regione e la sensazione è che se non si raccoglieranno i voti in aula necessari, nessuna firma dei sindaci territoriali servirà a fermare la riforma così com’è stata progettata.

A lasciare anzitempo l’aula civica di Bozzolo per primo il consiliere regionale Andrea Fiasconaro (Ms5) e successivamente il sindaco di San Martino Alessio Renoldi assieme a Cedrik Pasetti della Lega Nord che così non hanno potuto sentire la conclusione dei lavori. Molto seguiti gli interventi del presidente della Provincia Alessandro Pastacci e del neo sindaco di Mantova Matteo Palazzi per il quale è indispensabile recuperar un maggior coordinamento del territorio. A parziale soddisfazione della prospettive nefaste uscite dalla riunione, intercalata da battute in dialetto di Pino Baruffaldi sindaco di Pomponesco e dotte dissertazioni in latino, una notizia data da Annalisa Baroni durante un contraddittorio con il vicesindaco di Bozzolo Nicola Scognamiglio. La sua domanda, da vicepresidente del Consorzio pubblico tutela alla persona, si riferiva a quale destinazione avrebbero preso quei soldi risparmiati attraverso l’unione delle Asl. “Non è il tema della serata “ ha ribattuto la Baroni aggiungendo che altre preoccupazioni espresse in passato riguardo l’ospedale di Bozzolo non avevano ragion d’essere in quanto ad esempio il Pot, promesso dall’assessore Mantovani era già stato finanziato dalla Regione.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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