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Furto da don Cesare
Quasi “smurata” col
martello la cassaforte

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Nella foto i muratori al lavoro per risistemare l’inferriata

CASALMAGGIORE – E’ stato un colpo “belluino” sin dai metodi con i quali è stato prima pensato e poi realizzato. A subirlo l’abitazione parrocchiale vicina alla chiesa di Santo Stefano, da qualche mese occupata dal nuovo parroco di Casalmaggiore don Cesare Nisoli. E’ accaduto tutto nella notte tra mercoledì e giovedì, attorno alle 4, orario che è stato possibile certificare in modo abbastanza preciso, come vedremo a breve.

Va detto, in premessa, che da tre giorni don Cesare è in Sardegna per le vacanze estive, il che lascia pensare, viste le mosse dei ladri, che chi ha colpito conoscesse questo dettaglio non di poco conto e magari fosse in qualche modo legato all’ambiente dell’oratorio. Qualcuno – non si conosce il numero preciso – ha così deciso di agire, munendosi di martelli e altri strumenti edili per “smurare”, letteralmente, l’inferriata che si trova sul lato posteriore dell’abitazione.

Una volta compiuta questa prima operazione, che ha ovviamente portato con sé un grave danno anche economico dovuto alla conseguente riparazione, i ladri hanno avuto via libera e hanno frugato un po’ in tutta la casa, rovesciando documenti nello studio di don Nisoli e rubando, alla fine, un orologio d’oro, dall’alto valore commerciale. Non sono invece spariti contanti, ma si registrano altri danni. Quando don Marco Notarangelo, vicario di Santo Stefano, è infatti entrato nell’abitazione di don Cesare ha notato delle martellate anche sul muro, per la precisione sulla parete che ospita la cassaforte. Insomma, l’intenzione era di “smurare” anche la cassaforte, per poi portarsela via ed aprirla da un’altra parte con tutta calma. Ignoto il contenuto.

In ogni caso, i ladri hanno dovuto desistere perché, quasi certamente svegliato dalle martellate, un vicino di casa che abita in via Vittorio Veneto ha avvisato i carabinieri, intervenuti appunto attorno alle 4 di notte quando però era troppo tardi. I ladri infatti erano già scappati, ma se non altro hanno desistito dalla fase-due della loro missione.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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