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Devicenzi protagonista
alla 12 ore di Monza…
Con Linus e Aldo Rock

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Nella foto un momento della corsa in notturna e Devicenzi con Linus e Aldo Rock

MONZA – In molto credevano, quando hanno visto la sua partecipazione, che fosse una competizione riservata ad atleti paralimpici. In realtà Andrea Devicenzi da Martignana di Po, ancora una volta, ha stupito tutti, iscrivendosi come unico atleta disabile tra le centinaia che hanno preso parte alla 24 ore di Monza. Una competizione nuova, organizzata da Andrea Masianello e promossa anche da Radio Deejay, in un palcoscenico davvero mitico e sportivamente prestigioso, sebbene sia solitamente riservato ai bolidi da Formula 1 e non alle biciclette, ossia il Circuito di Monza. Un momento comunitario di sport e agonismo che ha permesso ad Andrea di conoscere anche un mostro sacro delle lunghe distanze, Aldo Rock, oltre al “padre” di una delle radio più ascoltate in Italia, ossia deejay Linus.

Un’esperienza che Andrea ha condiviso con il parmigiano Marco Caggiati, con il quale ha corso, alternando periodi di riposo dai 55 ai 65 minuti dalle 21 di sabato sera alle 9 di domenica mattina, appunto. “C’erano quattro diverse categorie – spiega Andrea – . Si poteva correre soli, in due, in quattro o in otto, a seconda delle squadre con le quali ci si iscriveva. Al termine delle 12 ore venivano calcolati i chilometri percorsi. Nella nostra categoria, su dodici coppie in gara, siamo arrivati quarti e un po’ di rabbia c’è stata, se penso che la coppia finita sul podio al terzo posto ha effettuati i nostri stessi giri, 77, ma ci ha superati per appena 51 secondi. Davvero un’inezia in una competizione tanto lunga”.

In totale, tenendo conto che il circuito di Monza misura 5780 metri, Andrea e Marco hanno percorso in 12 ore 450 chilometri. “Marco ne ha effettuati 240, perché ha aperto la corsa, io 210, ma è stata una bella impresa di squadra. E’ giusto ringraziare anche Angelo Zanichelli, che ha effettuato un lavoro fondamentale. I cambi avvenivano proprio nei box di Formula 1, dove solitamente sostano i grandi campioni e i loro meccanici. Noi, in quei box, avevamo la possibilità di alimentarci e riposarci per 45 minuti circa. Angelo è stato fondamentale in questo lavoro di organizzazione e di scarico”. Come detto Andrea e Marco hanno effettuato 77 giri, come i terzi in classifica: più lontana, di 11 chilometri circa, la coppia giunta al secondo posto, con 79 giri, mentre i vincitori hanno chiuso a una quota mostruosa di 89 giri completati. Davvero complimenti!

Da notare però anche l’exploit del primo dei corridori singoli che, appunto senza cambi, ha superato i 500 chilometri percorsi, tenendo una media costante di 42 chilometri orari. Tra i singoli anche Aldo Rock. “Era nel box accanto al nostro e lo abbiamo anche aiutato a sistemare le luci della bicicletta, oltre ad avere scherzato con lui prima e dopo la gara – racconta Andrea, che ha avuto modo di avvicinare pure Linus – . In dodici ore si formano gruppetti e ci si dà il cambio per “tirare” in diversi momenti della gara: ebbene, con Linus avrà percorso almeno una cinquantina di chilometri. L’ho visto alle 23 e poi magari lo ritrovavo alle 3 del mattino. Lui era in gara con il gruppo di Radio Deejay, un team composto da quattro corridori”. Per Andrea anche la possibilità di presentare Progetto 22: “Ho scelto di presentarlo sabato, perché la domenica sapevo che sarei stato stanco. Così ho diretto questo Workshop su Progetto 22 dalle ore 16 alle 17 di sabato. E poi naturalmente ho corso con la casacca personalizzata di Progetto 22”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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