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Il Parco di via Corsica
cambia volto: e la causa
legale finisce qui

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Nella foto il sindaco durante il sopralluogo e il parco di via Corsica

CASALMAGGIORE – I classici due piccioni con una fava. Il comune investirà a breve 150mila euro nel parco di via Corsica, per ristrutturarlo, rimetterlo a nuovo e renderlo al contempo più vivibile, migliorando una situazione di degrado per la quale il sindaco Filippo Bongiovanni, che lunedì mattina, dopo la riunione di giunta, ha effettuato un sopralluogo, non ha risparmiato critiche alle amministrazioni precedenti. Sono mancate completamente infatti – come il primo cittadino ha evidenziato – manutenzione e cura, come testimoniano crepe, scritte, ed erbacce sui gradoni delle strutture poste sul lato nord opposto al bar e non solo.

Come noto, il parco di via Corsica – progettato e costruito nel passaggio dall’amministrazione Araldi e a quella Toscani e che aveva dato luogo, immediatamente ad una causa con tre famiglie confinanti con il teatro del parchetto – aveva portato il comune a perdere la stessa causa in sede di giustizia civile presso il tribunale di Cremona e a fare appello a Brescia. Una mossa, quest’ultima, che secondo molti era un modo per rimandare l’ingente spesa da versare alle tre famiglie danneggiate dalla distanza inferiore al minimo di legge del teatro e del padiglione dell’area festa del parco rispetto ai muri perimetrali delle abitazioni, per una quota di 300mila euro per ciascuno dei tre edifici, alla quale sommare anche i costi di abbattimento della struttura. La causa sarebbe stata decisa in Corte d’Appello proprio nel 2015.

Tuttavia la giunta Bongiovanni, lunedì mattina, ha approvato un piano di riqualificazione del parco che già era stato pensato da tempo e che, dopo avere trovato un accordo con le famiglie Froldi-Alquati, Sarzi Madidini-Benecchi e Furini, servirà anche ad evitare il giudizio di secondo grado. I 150mila euro recuperati dai residui attivi dedicati al verde pubblico serviranno per spianare le varie collinette che si trovano nelle aree perimetrali della struttura, per rimuovere le panche in roccia ricavata, che versano ora nel degrado più assoluto, così come le giostrine, per radere al suolo il teatro stesso, vero tema del contendere, e la copertura della pagoda. Resterà però la struttura delle cucine, mai utilizzate di fatto in 16 anni, che verrà adibita a magazzino. Cambierà inoltre la pavimentazione, tutta verde e con percorsi e sentieri, mentre verranno rimosse le vasche e i ponticelli, dai quali l’acqua, contravvenendo al progetto originario, non è quasi mai sgorgata, per realizzare fioriere e riqualificare la zona.

Il progetto prevede varie tappe, ma entro un anno teatro e copertura del padiglione area feste, verranno rimosse, mentre subito dopo si lavorerà sulle collinette da spianare e, da ultimo, si lavorerà su vasche e ponticelli. Le famiglie coinvolte nella causa hanno acconsentito a evitare il secondo round, apprezzando lo sforzo del comune e questo nuovo progetto esecutivo che, così realizzato, seguirà in larga parte i dettami e le misure minime di legge che in un primo momento non erano state rispettate, come sentenziato dal Tribunale di Cremona.

Giovanni Gardani

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