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Sanità, il consiglio
comunale aperto
‘disertato’ dai cittadini

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Nella foto, un momento del consiglio comunale aperto di lunedì sera a Viadana

VIADANA – Consiglio comunale “aperto” vuol dire che il pubblico può intervenire verbalmente a differenza delle riunioni tradizionali. Lunedì sera nessun cittadino di Viadana ha approfittato di questa occasione, se si esclude un anziano per lamentare l’assenza di un servizio di trasporto pubblico decente. Per il resto, nell’auditorium Gardinazzi si sono visti solo i politici, qualche addetto ai lavori insieme a Carabinieri e Polizia locale. Allora viene il sospetto che della cosiddetta riforma sanitaria calata dall’alto alla gente comune non importi niente. Confermando in maniera incontrovertibile che in Italia il partito di maggioranza oggi è quello di chi non va più a votare. Come ha ricordato il presidente della Consulta d’Area Ercole Montanari. Proprio il suo intervento ha posto in evidenza una pesante contraddizione su cui nessuno pare essersi accorto: quella dell’assessore regionale alla sanità Mario Mantovani (Fi) “oscurato” dalla Giunta Maroni (Lega) proprio in questo delicato momento di scelte e decisioni. Facendo sorgere dubbi sulla reale consistenza di una maggioranza al Pirellone. Montanari ha anche ricordato le promesse mai mantenute dal direttore generale di Cremona chiedendosi se non fosse opportuno chiederne le dimissioni. Importanti pure le parole di Luigi Borghesi (Primario dell’Unità Operativa di Anestesia dell’ospedale Oglio Po) nel ricordare come vicepresidente dell’associazione Amici dell’Oglio Po la cifra di 800 mila euro raccolta tra la popolazione per sostenere una struttura dimenticata dai vertici aziendali.

Non demordono i sindaci di Bozzolo Giuseppe Torchio, quelli di Pomponesco Pino Baruffaldi che assieme all’assessore  Stefano Simonazzi di Marcaria garantiscono fermezza sino a creare barricate per evitare che la riforma venga applicata senza spiegare come e dove andrà a colpire. Sul finire del “Consiglio Comunale aperto” le parole rassicuranti del sindaco Giovanni Cavatorta il quale, spiegando l’assenza della sua firma in calce al documento di protesta dei 68 sindaci mantovani, ha ribadito l’opportunità di cercare i lati positivi nella riforma evitando atteggiamenti di propaganda a favore di una maggiore consistenza  delle idee e delle proposte. Altri interventi succedutisi quelli del medico di base Bartolucci, dell’ostetrica dell’Asl Mantovanelli e il consiliere comunale Dario Anzola.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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