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Devicenzi si racconta
in un libro con Vigolini:
“Più di una biografia”

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Nelle due foto Devicenzi e Vigolini, autore e co-autore del libro

MARTIGNANA DI PO – A scrivere un libro ci pensava da tempo, Andrea Devicenzi. Anche perché la sua esistenza, in fin dei conti, meriterebbe già di per sé un romanzo, magari anche un best seller, densissimo di capitoli: la forza di volontà, la tenacia di un ragazzo che a 17 anni perde la gamba in un incidente di moto, si risveglia nel letto d’ospedale con accanto i genitori, passa alcuni mesi della sua vita a suonare uno strumento per passare il tempo e poi, inizialmente per perdere peso e soprattutto per spostare sempre un po’ più lontano il suo limite, si regala imprese sportive che non riuscirebbero a molti normodotati.

A 42 anni compiuti proprio oggi (sabato) – a proposito, auguri – l’atleta di Martignana di Po, che nel mentre è entrato nel mondo paralimpico con ottimi risultati, ha deciso di togliersi lo sfizio e di firmare la propria biografia. Accanto a lui, in appoggio, Pierpaolo Vigolini, che ha un’altra storia davvero curiosa da raccontare: lui, sindaco di Cingia dè Botti, è probabilmente tra i pochi primi cittadini in Italia ad essere anche qualificato Mental Coach, caratteristiche che Vigolini condivide proprio con Andrea. I due, insomma, non potevano che andare d’accordo.

“Sarà la narrazione della mia storia e non solo, una biografia ma anche qualcosa di più” precisa Andrea, che non si lascia andare troppo, promettendo però una grande sorpresa per il prossimo settembre, quando il libro andrà finalmente alle stampe. Il primo flash dell’opera che verrà è una foto pubblicata sui social network, che ritrae Andrea mentre sta scalando con le sue stampelle, nel 2013, la Cima Vioz, accompagnato idealmente dalla lettera M, che sta per Motivazione, uno dei valori cardine per un Mental Coach e prima ancora per un atleta.

Un libro che sarà un racconto ma soprattutto uno strumento, per condividere con i lettori un percorso di crescita, guidandoli passo passo a ottimizzare le risorse. Un percorso passato per Andrea dalla Parigi-Brest-Parigi, primo atleta disabile a completare questa classica, dalla conquista della Manali Leh, strada carrozzabile più alta del mondo, dal Giro d’Italia Formativo con Progetto 22, per il quale ha pure lasciato il lavoro, che di questi tempi è forse l’impresa più coraggiosa. “La narrazione di eventi importanti della mia vita – precisa Devicenzi – servirà da riflessione per poter far conoscere il piano d’azione di ciascuno, ottimizzarlo e replicarlo ogni volta in vari ambiti della vita, dalla scuola, allo sport, al lavoro”. Perché, per dirla con Virginia Satir, terapista famigliare citata da Andrea: “La vita non è quella che dovrebbe essere. E’ quella che è! E’ il modo in cui l’affronti che fa la differenza”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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